Quel che è vero resta

Stapperei una bottiglia di champagne se non fosse che preferisco, decisamente, un buon rosso barricato, aromatico e corposo.
(Ho detto che l’avrei scritto e lo scrivo. Non importa l’ora.)

Nettuno ha cessato le ostilità, dopo moltissimo tempo.
Nettuno, la nebbia, l’oblio, il translucente, l’illusionista, l’illusore.
Nettuno il fantastico, l’oceano emozionale, l’inganno, il Signore di Maya.
Nettuno il sogno, l’artificio, il mistico, il cangiante.
Tutto torna trasparente, tutto torna reale.
Niente più chimere, niente più caos, niente più maschere inconsapevoli.
Niente miraggi, niente perlacee ottundenti guaine.
Quel che è vero resta.
Quello che ho inventato lo ricorderò, come un ambiguo sogno.

Dobbiamo festeggiare.
Di Nettuno è Bacco.
Il vino che voglio sapete qual è.

3 pensieri su “Quel che è vero resta

  1. Barolo di sicuro, si.
    Per l’annata, mi dispiace, l’ignoranza regna sovrana…
    Il Gatto non saprebbe scegliere..
    Ma si fida di altri con analoghi gusti.

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  2. non sono per niente un intenditore ma il 96 mi ha colpito e anche affondato (una volta). si dice che il barolo entro i suoi 15 anni di invecchiamento risulta essere ottimo. le annate consigliate sono quelle citate. così dice un mio amico che possiede una cantina fantastica. e per quanto riguarda il vino per uno come me che non se ne intende, lui è geniale. eh va bene seulement pour parler.

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