Ricordi di essere stato una chiocciola? O un sasso, un cespuglio, una biscia d’acqua?
Hai memoria di essere stato sulla corteccia di un albero o appena sotto la superficie del mare, in una giornata di sole?
Io chiudo gli occhi, mi raccolgo e precipito dentro. E ricordo.
Ricordo il fuoco. Ricordo la morte. Ricordo la metamorfosi e ricordo anche di aver volato. Volare tra il vento, tra i profumi.
Sento la grande foglia sopra di me, che sgocciola di pioggia.
Rivivo un violento impatto. Ricordo com’è perdere i sensi.
Ricordo le velocissime corse sull’erba umida e fresca. La sensazione di affondare i denti e il sapore del sangue.
Rievoco una gioia senza causa e il canto cristallino tra un ramo e un campanile.
Risento il predatore, la paura folle e il filo della vita che si spezza senza dolore.
Percepisco l’immobilità che dura secoli, la pesante densità della roccia che attrae e ricorda per sempre.
Se affondo le mie mani nelle Memorie, io sono tutto e tutto so.
