Ancora antichi segni

Riordinando angoli oscuri dei miei famigerati accumuli casalinghi, ho trovato di nuovo una ventina di fogli sopravvissuti al rogo di 10 anni fa. Le date non sono indicate ma, ad occhio e croce tutti risalgono ai primi anni 90.
Ogni tanto spunta qualcosa nei posti più impensati..
Disperso nella cassetta degli attrezzi, ad esempio, (si! ho una Cassetta degli Attrezzi!) ho trovato anche un pezzo di quella che credo fosse una lettera diretta a non so chi, scritta a macchina nel 1985, in cui ho evidenziato le seguenti frasi:

“Sono sempre più convinta che alla lunga, per una sorta di magia naturale, uno finisce sempre per farsi accadere le cose che desidera. Non senza una serie lunga – e magari pesante – di eventi apparentemente contrastanti.
Dico “apparentemente” perché se ci pensiamo un attimo, non è difficile riconoscere nelle ostilità del fato una sorta di lezione che ci apre gli occhi e ci prepara a vivere ciò che vogliamo vivere. E con potremmo mai vivere in maniera vera, adeguata, autentica, se prima non passiamo dalle forche caudine dell’esperienza che rende consapevoli dei vari lati della cosiddetta medaglia.
Ecco le radici del mio ottimismo di fondo.”

A parte il discutibile uso della lingua italiana, resta comunque un’esternazione notevole! Considerata l’età…
Vorrei capire nei vent’anni successivi cosa mi è successo!
A che punto della strada ho perso cotanta saggezza?
Forse anche questo stesso lungo tunnel di incoscienza, ha avuto il suo perché.
Poiché è perfettamente inutile possedere alcuni mezzi per il raggiungimento degli obiettivi nonché una comprensione piuttosto profonda degli eventi, quando non sappiamo chi siamo e, tantomeno, cosa vogliamo.
Va bè.
Prossimamente, magari, altri antichi segni.
Buonanotte gattoni.

3 pensieri su “Ancora antichi segni

  1. Un mio carissimo amico dice sempre che la vita è una “presa per il culo”.. Io che sono un po’ più ottimista dico invece che la vita (o il FATVM) ha un incredibile senso dell’umorismo!

    Le situazioni più spiacevoli e paradossali se osservate dall’esterno non possono che rivelarsi estremamente comiche… E solitamente ad una tale constatazione non può non seguire una fragorosa e vissuta risata, provare per credere..

    Ad ogni modo, questa frase è da incorniciare:
    <>

    Un saluto dalla Valle imbiancata

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  2. Ahah, capricci della tecnologia
    La frase in questione era questa:
    “Sono sempre più convinta che alla lunga, per una sorta di magia naturale, uno finisce sempre per farsi accadere le cose che desidera”

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  3. Già. Tal Vadim Zeland (quello di Reality Transurfing – Lo Spazio delle Varianti) senza troppi giri di parole scrive ripetutamente, nel primo capitolo del suo primo libro: “Uno ottiene ciò che sceglie”.
    Che è una frase così (apparentemente) banale da passare inosservata.
    Ma se per una volta, soppesassimo davvero le parole ed il loro significato…
    Io vent’anni fa (di più!) parlavo di desiderio… Il desiderio non è una scelta.
    Non ancora…
    Ed è a questo punto che si inseriscono la Voluntas, il rituale, la reponsabilità….

    Ti voglio bene piccolo frater!

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