Specchio delle mie brame #2

Cercando di seguire ed utilizzare in ogni momento ed in ogni contesto gli insegnamenti della Quarta Via, mi capita ultimamente di applicare
s p o n t a n e a m e n t e certi princìpi di base che prima mi apparivano come faccende difficilissime se non delle vere e proprie assurdità.
Questo è un bene: a furia di martellare qualche solco è stato creato, una qualche piega l’ho presa insomma.

Il mondo è dentro di me.
E gli “altri” sono aspetti di me, proiettati nella materia sottoforma di amici, nemici, simpatizzanti, detrattori o semplici indifferenti.
Li ho guardati, come si guarda una cosa mai vista.
Ho riconosciuto realtà gradevoli e aspetti orribili.
Ho conosciuto la mia parte amorevole.
Ho conosciuto la mia parte intrigante.
Ho visto la generosità, ho visto l’invidia.
Ho tastato la prepotenza, l’inganno, la debolezza.
Ho accolto la sofferenza, la leggerezza, l’imbarazzo.
Ho rivisto la presunzione, l’insicurezza, la paura.
Ho percepito la passione, l’aridità, il calcolo e il dolore che porta a ferire.
Ho intravisto il sospetto, la sordida trama, la bontà e la buona fede.

Siamo in tanti qui dentro.
E quelli che temo di più, siamo quelli nascosti nell’Ombra.

2 pensieri su “Specchio delle mie brame #2

  1. Sei anni luce avanti. Grazie amica mia.
    Io invece …………… sono aggrappata con le unghie e i denti alla parete rocciosa di “non so che” grado.

    Quello che più ci appartiene, quello che più ci spaventa, quello che non si riesce a gestire, quello che vogliamo ma non facciamo, quello che sogniamo ma non realizziamo. Quello che vediamo negli altri e rimarchiamo che non ci piace.
    Ma non sono forse io?
    Leggiamo e ci sentiamo colpiti, siamo infastiditi, ci sentiamo feriti, arrabbiati. Ci accorgiamo che una singola cosa, una singola espressione, una frase tra altre mille, ci tocca, dentro, nel profondo.
    E reagiamo, a modo nostro, per quello che esce dal profondo.
    Quella cosa, il nostro vestito, addosso a qualcun altro, assume una colorazione differente, il vestito di qualcun altro addosso a noi, cambia ancora una volta colore. Potrebbe già essere una delle dieci versioni di una storia. Ma l’imparzialità dove la mettiamo?
    Ce la dimentichiamo in un cassetto, appositamente creato per tale occasione?
    Ci sentiamo vittime delle circostanze oppure per troppo tempo ci siamo piegati al volere degli “altri” per compiacere.
    Cosa ha fatto scattare quella molla, chi ha dettato quella “legge” che imponeva, il comportarsi bene, essere bravi, per essere amati?
    Chi ci ha impedito di focalizzare?
    Chi ci ha impedito di bruciare la propria fiamma?
    Perché ci siamo riscaldati davanti al focolare degli “altri”? Che potrebbe essere un focolaio. Noi siamo noi, e gli altri sono gli altri. Vi pare?
    Prendiamoci qualche responsabilità. Che ne dite?
    Perché non abbiamo capito? O forse si, ma troppo tardi? O il tardi non esiste, perché si ama dire, meglio tardi che mai?
    C’è chi sembra un ramoscello secco che viene utilizzato per sostenere l’orchidea. Annaffiando amorevolmente l’orchidea, improvvisamente uno si accorge che quel ramoscello, così secco, ha voglia di vivere. Scorgi una piccola gemma, e se la curi con lo stesso amore che hai dato all’orchidea, il ramoscello si trasformerà. Diventerà ogni cosa, speciale, perché noi siamo ogni cosa, siamo speciali.

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  2. Ma non sono avanti proprio per niente cara Tante Sophie.
    Sono dove devo essere in questo momento, ecco.
    E ne avrei di nodi da sciogliere, di strada da fare, di germogli da nutrire..
    Ma sono stabile nella mia instabilità: ci sto dentro insomma.
    Le domande che ti fai sono le stesse che mi sono spesso fatta anch’io, ma ora “cerco di smettere”.
    Ho fatto una scelta che suona così: mi dedicherò al bisturi solo nel momento o nel contesto in cui mi sentirò davvero tanto male, se mai succederà. Per il resto chiudo gli occhi e cerco di ascoltare quella corda che ho dentro e che vibra di una vibrazione greve e costante, sempre più veloce, sempre più sottile ad ogni gap superato. La stessa corda che vibra quando ascolto la musica o quando vedo la Bellezza. Quel meccanismo misterioso che provoca movimenti chimici, psichici, emozionali.
    Quando non sono particolarmente identificata in qualche disastro, accolgo l’ignoto come un’eccitante sorpresa e la strada da percorrere si fa da se, senza che io ci pensi troppo.
    Sono ancora rari questi momenti.
    Ma oggi ne sto vivendo uno.
    E te ne regalo, così, un pezzettino.
    Gnau

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