V per vendetta


Era affiorata qualche anno fa ma in modo sottile. E fugace.
Fondamentalmente ciò che garantiva la sua repressione era il solito omnipervadente senso di colpa, la paura di essere cattiva e quindi non accettata ecc bla bla bla. Solite cose.

Poi ho maturato un’altra idea: lasciar sempre correre è un atto di presunzione pazzesco. Quando non è mancato coraggio, è, di fatto, una gran presunzione: quella di essere giusta, esente da difetti, insomma, migliore dell’antagonista.

Ma a pensarci, nel reagire con il nobile intento di mostrare all’altro i propri limiti, il dare ‘una lezione’ insomma, è altrettanto presuntuoso. Allora, che dobbiamo fare?
Credo che valga sempre la regola, prima di tutto, massima del non ferire mai l’altro.
Almeno, non intenzionalmente.

Tuttavia siamo tutti quanti ben lontani dalla perfetta integrazione con il tutto, tant’è vero che siamo incarnati quindi al mondo con l’onere di “fare una parte”.
Tra il non agire per paura, o viltà, o presunzione, e agire con intenzione di prevaricare e avercela vinta per fortuna esistono fasi intermedie.
Tipo rendersi conto che la Guerra è nella natura delle cose e negarla fa tanto male quanto parteciparvi da fanatici.

È una frase forte che si presta a critiche ma è il livello in cui mi trovo ora.

Credo sia giusto esprimere la propria posizione, se l’espressione è emotivamente e psicologicamente sostenibile.
Nessuna forzatura insomma.

Per me è stato importante ammettere di avere il desiderio di ‘vendicarmi’ o vendicare qualcosa o qualcuno (che poi è sempre vendicare se stessi perché rode a noi, stiamo male noi, mica la presunta vittima).
Ma non sono mai passata all’azione ne ci passerò mai anche se in certi casi sarebbe davvero facilissimo.

Sento che nel momento in cui mi rendo conto di tutto questo, posso fare un passo avanti proprio con l’energia maturata e successivamente trattenuta della mancata azione.
Quello che conta è non raccontarsi balle. Per il resto è auspicabile e costruttivo dominarsi.

Ma negare di voler per un attimo affondare la goletta di bandiera nemica è solo ricacciare in profondità un sano istinto di difesa.
Mai attacco gratuito ed immotivato.
Mai originare una dinamica di male.
Difesa. Sempre e solo legittima difesa.

Detto questo, nel tempo ho immaginato cannoni, bombe, raggi laser, metaforici e non.

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