Ottobre, il Tempo

Siccome mi fisso, e una delle fissazioni che durano da anni è quella di far caso – e celebrare – se possibile, date, stagioni, mesi, etc., dopo Settembre, ora mi fisso un po’ su Ottobre.
L’idea di far caso a delle porzioni di Tempo, quando questo è, evidentemente, un parametro soggettivo, mi fa pensare che ho dei problemi con la resa effettiva del mio vivere.
Secondo me, non faccio tutto quello che vorrei/potrei fare. E allora mi pare di non aver mai tempo. Figuriamoci ora che è scattato l’Ottobre.
Si, il Tempo sta accelerando. E la galassia, e il Kali Yuga et varianti varie….
Ma intanto il calendario, di fatto, scrive Ottobre con tutti quei rassicuranti color ruggine, e quei verdoni e quel trionfo di castagne e funghi e foglie che se potessi ci dormirei dentro.
Sento l’arrivo della mia stagione. E’ banale lo so. Ma mi parte l’intimo senso di crogiolamento che ha senso solo in questo preciso periodo. Il periodo più bello. E so di dire qualcosa di veramente impopolare…

Come Ottobre e Novembre, per me, ci sono solo Aprile e Maggio.
Tutto il resto potrebbe anche non aver nome.
Non ti chiamo se non hai un Nome. E se non hai un Nome non esisti.

E quindi? Quindi Ottobre è la Preparazione. La scelta del riparo e della direzione, la decisione germinale, il Chi, Cosa e Dove.
L’investimento, la semina, l’azione profonda, arriveranno soltanto nel fine mese, deciso preludio di un oscuro e fertile Novembre.
Ottobre è il ritiro. La messa a punto. La barocca cerimonia di fine gioco.
C’è ancora colore, talvolta calore.
Ma già il sole, con fermezza, raziona la luce.
Schiaccia le forme con ombre sempre più lunghe.
Come una madre manda a letto presto i suoi bambini.
E va via dalla stanza, per preparare un nuova giornata.

Sedotta dall’autunno.

3 pensieri su “Ottobre, il Tempo

  1. “Secondo me, non faccio tutto quello che vorrei/potrei fare. E allora mi pare di non aver mai tempo. Figuriamoci ora che è scattato l’Ottobre.”

    Impronte gemelle, sorella cara. Sedotta dall’autunno e dai colori, vorrei dormire e lasciar tutto fuori.

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  2. “vorreste misurare il tempo, l’incommensurabile e l’immenso …
    ma l’eterno che è in voi sa che la vita è senza tempo. e sa che l’oggi non è che il ricordo di ieri, e il domani il sogno di oggi.”
    (khalil gibran)

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  3. E’la mia ossessione. Capiterà di nuovo di scriverne, sicuramente. Ma non ho ancora trovato la via giusta per farlo.
    Non riesco ad ingabbiarlo. Non riesco a definirlo. Non lo comprendo. Non lo penetro affatto.
    Mi limita, mi condiziona, troppo spesso non batte al mio ritmo. Io non fluttuo libera e sincrona con esso, per poterlo trascendere davvero.
    Sarà per quella virgola divina che, come voi, ospito in me?
    Ciao Lupo.

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