Movimenti di un mercoledì qualunque.

Nuova fase di questa lenta trasformazione.
Mi sta passando la voglia di giocare.
Potrebbe essere un fatto definitivo per diventare finalmente adulta.
Ma non ci credo tanto. Secondo me è una fregatura.
E’ un fallimentare ritorno dietro le quinte. Cazzo.
Stiamo a vedere.

Mamma: sono una cretina. Ti scrivo pubblicamente perchè è il
3 di Dicembre.
E allora perchè non pubblico tutto quello che ti dico in un
qualunque altro giorno?
Perchè sono ancora scandalosamente convenzionale.
Perchè non sono libera.
E dire che tu mi hai aiutata tantissimo in questo senso.
Va bè. Dove sei ora? Chissà dove sei.
Più che altro, mi percepisci? Perchè io continuo a non riuscirci.
E ho il tremendo dubbio che questo dialogo, oltre ad essere una pavida esibizione della mia presunta profondità emotiva, sia solo un atto schizoide tra me e lo specchio di comodo che mi ritrovo dentro.

O forse volevate che io non avessi uno specchio Interiore?
Tant’è, la tendenza allo spettacolo e all’ironia non mi abbandona.
Nemmeno quando mi detesto.

Il fuoco si è acceso come si deve.
Guardo la legna che fa il suo dovere, con qualche scoppiettìo.
Vorrei buttare in mezzo alle fiamme le mie debolezze.
Vorrei incendiare certe distanze e fare un bel falò di certe forme per vedere se rimane qualcosa o se un misero sottile cumulo di cenere mi confermi l’esistenza di soli involucri, costruiti con la mia stessa sostanza.
Stendere una miccia velocissima e arrivare al cuore delle cose facendo saltare impalcature inutili e fuorvianti.

In ogni caso, vado bene così come sono.
Anche con lo scazzo che mi impedisce temporaneamente di comprendere questo concetto fino in fondo.

3 pensieri su “Movimenti di un mercoledì qualunque.

  1. porca miseria. non avrebbe forse voluto che vivessi la tua vita a modo tuo ? con la riflessione e senza, con o senza scazzo, in altalena, sulla strada diritta o tortuosa, in salita e in discesa. e qualche volta ti fermerai, non serve una miccia velocissima, l’impalcatura va smontata, la miccia distrugge anche il cuore. questo stupido lupo non è un bravo parlatore, segue l’istinto, ti chiede perdono per tanta presunzione, ti ringrazia per quello che esprimi tutti i giorni.

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  2. Interessante commento.
    Prima di tutto il Lupo non è affatto stupido: non serve essere un bravo parlatore. I bravi parlatori, come vedi, parlano e basta. Non lo trovo nemmeno presuntuoso: non deve chiedermi perdono. Semmai lo sento parecchio vicino, chiunque sia, quindi ogni suo intervento è un dono. Davvero.
    Per il resto mi sembra chiaro che il mio lamento altro non è che una strategia per portare fuori ciò che “dentro” potrebbe fermentare e magari creare disagi più seri.

    Tu mi ringrazi per quello che scrivo.
    Io ringrazio te per la tua costante attenzione. Solo così la mia espressione ha un senso.
    Scrivere è bello ma ha in sè, nel mio caso, una quota di disfunzionalità. Alcune delle cose pubblicate qui sopra, apparentemente destinate ad ignoti generici eventuali lettori, sono in realtà abbozzi di atti volitivi specifici, talvolta diretti a precisi destinatari, stroncati in partenza dai miei sabotatori Interiori (anche loro…): la paura, l’insicurezza, il dubbio.
    Scrivere è un’abilità al servizio di diversi padroni: la creatività sempre, la debolezza e l’incapacità molto spesso…

    Lupo, se non ti stufi prima, non mollarmi che la tua presenza costante ed appassionata mi gratifica un bel pò.
    Grazie.

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