Sette giorni di silenzio

Il Gatto è sparito?
Ha smesso di fantasticare?
Si è divelto dalla trama del pensiero ritorto su se stesso?
Macchè. Mi ero imposta da anni un generico ma rivoluzionario
(per me) progetto : “Fare! Non pensare!”.
E pare che l’Assoluto (l’Universo, Dio, il Gatto Supremo, fate voi, tanto ho perso la fede da un pezzo) abbia obbedito immantinente.

Sono giorni in cui non mi fermo un attimo.
Impegni, quisquilie e scadenze si accavallano senza posa.
Ed io trovo gradevole, se non addirittura intrigante, correre
da una parte all’altra, spuntando finalmente le varie voci
di un elenco di cose da fare che mi attanaglia le caviglie da tempo.

Che abbia tradito la mia proverbiale e pigra procrastinazione?
Che sia impazzita?
Che abbia colto, infine, una quieta saggezza?
Che sia INVECCHIATA?
(Come si scrive un urlo?)

Il tempo passa, certo. Ed io cosa faccio?
Invece di occultarne i segni mi metto nientemeno che le mollettine
in testa, in modo da avere bene bene la fronte (e tutto il resto) totalmente scoperto.
Farlo a vent’anni no, eh?

Buonanotte blog.
Preparo il kit della piccola pendolare e riprendo la mia appassionante relazione con quel tipo intrigante di nome Morfeo.

2 pensieri su “Sette giorni di silenzio

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