Ida

Ida ha 90 anni.
E’ stata la prima a vedermi, appena nata.
E oggi mi stringeva forte forte le mani.
Ripeteva che le ho fatto il regalo più bello
andando a trovarla.
Mi chiedo perché non l’ho fatto prima.
Altro che regressione.
Oggi sono rinata.

16 pensieri su “Ida

  1. Che belle emozioni, che bei ricordi
    nutriti di questa bellezza e di questa gioia più spesso…
    Un vecchio e un bambino si presero per mano
    e andarono insieme incontro alla sera…

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  2. La dolcezza e la profondità di momenti come questi indicano la via maestra.
    Non conosco parole che potrebbero descrivere degnamente la forza di queste emozioni.
    Nella vibrazione che il cuore percepisce in quell’attimo è insito il senso stesso della vita.
    Non ci sono veli, paure, maschere, fatica. C’è solo AMORE.

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  3. E’ così. Per la seconda volta in vita mia ho sentito nettamente quella che credo si chiami “apertura del Cuore”.
    E’ un sentire indescrivibile, primitivo, totale, illuminante.

    Confesso però che a tratti, in tutta quella dolcezza e in quelle remote ed inedite memorie della mia storia di cui lei è rimasta l’unica depositaria, cerco ancora la mano e il sorriso di mia madre.

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  4. Eh… In questi tempi di profondi cambiamenti, ho una ramata di nostalgia che fa paura. Ma è bello: sento che il cambiamento passa attraverso la rielaborazione finalmente *serena* del passato. Chi mi ha come contatto su FB vada a vedersi l’album “Gli anni Sessanta”: quelle foto le ho attraversate tutte..

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  5. Il fiume
    ………………
    E’ forse finito il tempo di tacere per non turbare nemmeno con un addio la perfezione del silenzio?
    I giorni tornano, dove sarà l’approdo?

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  6. Poeta, mi prendo un pò di tempo per meditare su queste parole prima di esprimermi, perché appena le ho lette mi sono entrate in profondità come una lunga e sottile lama d’oro, penetrata per liberare qualcosa. Ma non so ancora cosa..
    Grazie..

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  7. Non conosco il titolo

    Lungo è il tempo del mio viaggio e lunga è la strada.
    ……………………………………………….
    ……………………………………………….
    Con i miei occhi ho vagato in lungo e in largo
    prima di poterli chiudere e dire: “tu sei qui”.
    La domanda e il grido “ma dove?” si sciolgono nelle lacrime di migliaia di rivoli e innondano il mondo con le parole “io sono”.

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  8. Sai quante volte ho tentato di centrarmi dicendomi: “ecco. Io sono qui, adesso. Sono qui, in questo modo, in questo corpo, in questa stanza”. A modo mio ci riuscivo.
    Osservavo il tempo trascorrere per quell’attimo ed io ne ero fuori; fermavo un attimo il respiro e sentivo l’energia del corpo.
    Trovavo ciò che sono osservando la mia forma. Percepivo una coscienza capace di osservare quella che credo di essere “io”.
    Una cosa emozionante e libidinosissima.
    Ricominciavo a respirare e sentivo la vita. Percepivo il mio respiro come un pulsare armonico e sinergico con il respiro di tutto il resto.
    Sono cose forti.
    Spesso penso di dover fare chissà cosa per sentire la mia vera natura e invece è semplice…
    Se non fosse per una fottutissima paura.

    Così sento me. Così sento gli altri.
    Al di fuori dello spazio-tempo; che non è affatto un modo di dire della spiritualità mondana di quest’epoca: io davvero non trovo intervalli tra me e chi mi ha preceduto.
    Non trovo distanze tra me è chi mi è vicino interiormente.
    Anche fosse in capo al mondo.
    Gli ambiti intangibili hanno giustamente parametri inconcepibili. Non c’è da capire. C’è da sperimentare.

    E’ così. Io Sono. Noi Siamo, semplicemente.
    Poi, naturalmente, arriva la resistenza egoica: si traveste delle paure più assurde ed irrazionali, trova tutte le scuse possibili e, talvolta, anche impossibili.
    Come ad esempio il pensiero che sta nascendo ora in me: siamo davvero oltre il mentale in quei momenti o siamo come ora: soltanto una mente estremamente raffinata e complessa?

    Ti confido una cosa: a volte mi sento come una Ferrari (scegli tu la marca, basta che sia una fuoriserie) che marcia con il freno a mano tirato.
    Do per scontato che non mi si prenda per presuntuosa: siamo tutti fuoriserie. Ma non lo sappiamo.
    Questa idea mi da la vertigine e sono ben contenta di fare la gavetta perché sento che certe cose non potrei sostenerle senza far saltare la mente.

    Poeta tu sei qui per insegnarmi qualcosa.

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  9. SIAMO DAVVERO OLTRE IL MENTALE IN QUEI MOMENTI O SIAMO COME ORA: SOLTANTO UNA MENTE RAFFINATA E COMPLESSA che si auto-inganna?
    Non è importante!
    Quando percepisci “io sono” la tua anima vibra.
    Il fiume, inizia con questi versi:

    Da tempo sono spente le stelle del mio cielo,
    troppo breve è la luce che resta nei miei occhi.
    Nel fiume ho visto scomparire quantità di persone
    e qualcuna anche amata.
    ……………………….
    ………………………
    Somma follia è pensare di capire
    e come un Dio acquietarsi tra le opere compiute.
    E’ forse giunto …………

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