Quel che è vero resta

Stapperei una bottiglia di champagne se non fosse che preferisco, decisamente, un buon rosso barricato, aromatico e corposo.
(Ho detto che l’avrei scritto e lo scrivo. Non importa l’ora.)

Nettuno ha cessato le ostilità, dopo moltissimo tempo.
Nettuno, la nebbia, l’oblio, il translucente, l’illusionista, l’illusore.
Nettuno il fantastico, l’oceano emozionale, l’inganno, il Signore di Maya.
Nettuno il sogno, l’artificio, il mistico, il cangiante.
Tutto torna trasparente, tutto torna reale.
Niente più chimere, niente più caos, niente più maschere inconsapevoli.
Niente miraggi, niente perlacee ottundenti guaine.
Quel che è vero resta.
Quello che ho inventato lo ricorderò, come un ambiguo sogno.

Dobbiamo festeggiare.
Di Nettuno è Bacco.
Il vino che voglio sapete qual è.

Le figure nere

Qualche mese fa, in un parcheggio della mia città ho trovato a terra una carta da gioco. Il Re di Fiori.
Voi mi direte: e chi perde UNA carta da gioco in un parcheggio?
Ma la domanda opportuna è: chi la trova perché la raccoglie, se la asciuga sui jeans (pioveva a dirotto) e se la tiene?
Va bè, ammettete che non ho mai detto né preteso di essere normale.

Tempo dopo, non saprei dire quanto e non ricordo nemmeno dove, con grande stupore, appena venato di sgomento, ne ho trovata un’altra: la Regina di Picche. Ho conservato anche quella.
Più recentemente, la terza carta, il Re di Picche, trovata sulla base di granito ai piedi di una vetrina del centro.
Tre carte da gioco, tutte figure, tutte nere.
Una Regina e due Re.

Scusate ma non è strano trovare per strada carte da gioco?
Ogni tanto apro la tasca dell’agenda e le riguardo.
In attesa che si sveli il messaggio occulto
di casualità che non credo casuali.

Profondo pru

La luna è dritta, Giove e Saturno mi abbracciano, ho dormito bene,
ho una fame pazzesca, il Nata mi parla e tra poco esco dall’ufficio.
Cosa voglio di più dalla vita?
Vostra Cattivik

Incubi, succubi e altri mostriciattoli

Non ho dormito niente.
Una volta non ero così.
Ormai è ufficiale:
sono indemoniata.

(ascolto: Generation of Love – Boy George)

Perfide modalità

Un trama lenta, delicata e setosa
Inganna la percezione di spazio, tempo e contenuti.
Un’unica improvvisa tagliente asperità
Rende la delicata preda istantaneamente consapevole.

La pozione del giovedì notte

Il segreto dei segreti: l’immaginazione.
Ne ho a pacchi. Sono un’iperdotata di fantasticaggine.
Mi è stato insegnato il modo giusto.
Ma mi distraggo e lo perdo di vista.

Il ciclo creativo è immaginazione, consapevolezza, volontà.
Vivere l’evento nella propria mente non basta, anche se è il primo passo fondamentale.
Cosa manca al sognatore per far precipitare nella realtà il suo agognato piano?
La consapevolezza della tensione che intercorre tra il punto di partenza – desiderio e l’obbiettivo finale – l’incarnarsi dell’intento, il suo divenire tangibilmente reale.

Per la mente non c’è differenza tra il reale e l’immaginato.
La realtà agita nella mente e quella agita nella materia equivalgono e vengono entrambe considerate “vissuto”. Senza un’adeguata azione intenzionale consapevole, la fantasticheria si sviluppa e risolve sul piano mentale restando un film fatto e finito poiché le minuziose suggestioni immaginate ingannano la psiche e la portano a non ritenere necessario l’accrescimento delle abilità sostanziali e degli impulsi volitivi per agire nella materia.

L’essere, il fare, l’avere.
L’essere senza il fare, non produrrà mai l’avere.

Da tempo, è questo in cui manco.
Rendermi conto di un notevole margine di rischio mi conferma il succulento valore intrinseco dell’esperienza desiderata.
Aspettare ancora è da idioti.

Urano in IV

E poi dicono che non è vero niente.
Che sono tutte stupidaggini.
E dicono che sono strega e visionaria e quant’altro.
Ma mi dessi retta un pò di più, invece.

L’opposizione sull’asse IV/X tra Urano e Saturno, sovrapposta esattamente alla stessa opposizione sul cielo di nascita (ma al contrario), annunciava smottamenti alle fondamenta, terremoto alle origini, esacerbazione del conflitto famiglia/emancipazione, ristrutturazioni e feroci rinnovamenti nell’intimo concetto di Casa.
A saperlo prima? Niente. Avrei coltivato meglio, forse, la consapevolezza delle cose.

Eccomi qui. Senza provenienza, senza direzione.
Nuova di zecca, rinata e totalmente persa.
Pare la chiamino Libertà.
STKZZ