Stapperei una bottiglia di champagne se non fosse che preferisco, decisamente, un buon rosso barricato, aromatico e corposo.
(Ho detto che l’avrei scritto e lo scrivo. Non importa l’ora.)
Nettuno ha cessato le ostilità, dopo moltissimo tempo.
Nettuno, la nebbia, l’oblio, il translucente, l’illusionista, l’illusore.
Nettuno il fantastico, l’oceano emozionale, l’inganno, il Signore di Maya.
Nettuno il sogno, l’artificio, il mistico, il cangiante.
Tutto torna trasparente, tutto torna reale.
Niente più chimere, niente più caos, niente più maschere inconsapevoli.
Niente miraggi, niente perlacee ottundenti guaine.
Quel che è vero resta.
Quello che ho inventato lo ricorderò, come un ambiguo sogno.
Dobbiamo festeggiare.
Di Nettuno è Bacco.
Il vino che voglio sapete qual è.