Me lo dedico

Questo è il commento che ho postato sul blog di un’amica.
Si parlava di trovare la propria essenza..
Si parlava di predicare bene e razzolare male..
Si parlava del mondo che è come lo creiamo noi..
e cose simili.
Io stasera lo dedico a me stessa, senza riserve, nel tentativo di alleggerire una condizione un pò difficile.

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Allora, senti.
Premetto che oggi sono di pessimo umore quindi la mia comunicazione potrebbe non essere scevra da venature contraddittorie e/o da grossolani errori. Ma la vita è anche questa perciò non mi astengo e scrivo perché voglio scrivere.
Come sai anch’io predico bene, anzi, talvolta benissimo, ma poi razzolo da schifo, nel senso che cado. Cado mille volte.
Ma diciamoci un pò una cosa.
RICONOSCIAMO prima di tutto, che Scegliere bene è una fatica.
Ammettiamo la nostra fallibilità e ammettiamo che si, occorre svegliarci. Ma svegliarsi è faticoso, difficile. Svegliarsi è riconoscere come falso e superfluo quasi tutto quello che abbiamo creduto di essere fino ad ora.
Non molliamo la presa, no, questo mai. Ma vogliamoci bene lo stesso anche se qualche volta sbagliamo, cadiamo, neghiamo l’evidenza e restiamo ancora un attimo abbarbicati alle propaggini del mostro che ci devia da dentro.
Non siamo tutti uguali e non tutti possiamo prendere di petto la vita senza prendere dei colpi nella pancia.
Non mortifichiamoci per essere quello che di fatto siamo: esseri umani.
La prima Via è l’accettazione.

Il primo insegnamento di Matilde è stato questo: non serve a nulla forzarla e rincorrerla per prenderla in braccio. E farle fare quello che voglio io COME lo voglio io. (Che poi vorrei solo averla addosso per farle due coccole, alla fine).
Bisogna aspettare che raggiunga il suo momento di fiducia, senza che si senta sopraffatta da una volontà non sua e che non riconosce subito come benevola.
Allora piano piano capisce, “sente” e si avvicina. Mentre esplora tentennante ogni centimetro che ci separa, acquisisce elementi fino a sentire e riconoscere profondamente l’ambito emotivo in cui si sta muovendo. Poi, maturata la sensazione, si getta contro le mie mani in un impeto d’Amore mai visto.

Non prendiamo per la coda il nostro gatto (interiore…).
Utilizziamo volontà e fermezza ma con compassione ed amore.
Altrimenti creiamo un altro mostro. Solo più sofisticato.
Atti di volontà e sincero impegno.
Non Forziamo. Nessuna forzatura.

Non smettere mai di tendere al raggiungimento della tua Essenza: la vita serve a questo. Ma sii amorevole con te e i mostri allenteranno la presa più facilmente e più velocemente.
Diamoci respiro e possibilità, casso.
Non siamo poi così sbagliati.
Siamo solo dove siamo, in questo momento. E ci sarà una ragione anche per questo no?

4 pensieri su “Me lo dedico

  1. B E L L O !!!

    …ho scritto in largo e maiuscolo per essere sicuro che si leggesse bene….peccato non si possa evidenziare e sottolineare…casso…

    Ciao!!

    by Alberto il boschivo

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  2. già già!! e vedo che ti sta facendo un gran bene!!

    …silenziosamente leggo sempre i tuoi articoli…quando ho visto questo mi è venuto sponaneo risponderti!

    Ciao e speriamo di rivederci presto!

    Alberto

    Mi piace

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