Periodo Sparta

Questa necessaria fase di ancoraggio a terra, dopo innumerevoli voli pindarici,
porta con sé una sorta di piacere nell’affrontare e coltivare un certo lavoro fisico. Dopo tanta inerzia, dopo tante molli oscillazioni per appoggiarmi qua e la e per defluire pigramente nelle vie di minor resistenza, ecco quel misterioso piacere connesso alla fatica che può essere definita tale per chi da decenni non ha più usato il proprio corpo.
Ed ecco anche quella forza nell’abbattere il limite fisico (quasi sempre apparente e comunque non certo ultimo) che ha la sua poderosa controparte a livello psichico.
Mi pare quasi di aver addosso nuovamente l’occhio severo ma costruttivo di Saturno.
Cadono obsolete barriere. Pertanto cadono maschere, fronzoli e guarnizioni protettive.
La protezione viene eliminata in nome del vero e dell’aver realizzato di avere diritti.
E non solo doveri.
Non mi proteggo più io. E non proteggo più gli altri.
Questo è il periodo Sparta che mi si profila davanti.
Avrò il coraggio di attraversarlo con dignità e coerenza?
O finirà – ancora una volta – dopodomani?
Magari se vado a dormire ora ho buone speranze di averne la forza.
Sono le sette del mattino e io ho ancora addosso un freddo micidiale.
(Cosa suonano a fare le campane a quest’ora?)

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