Le leggi dell’Universo

Esco di casa con un buon anticipo per non fare come ieri: fidarmi
degli orari degli autobus di Roma. 
Data la mia geniale idea di non indossare calze dentro le scarpacce che uso solitamente quando prevedo camminate di un certo tenore, ho un tormentoso bruciore al quarto dito del piede destro. Una piccola abrasione da scelte senza senso.
Mentre cammino verso la mia meta penso: porca miseria è domenica.
NON troverò certo una farmacia aperta.
Giro l’angolo e tac! Una farmacia aperta.
Compro una scatola di cerotti e mi sento come Natalino (mio papà) mentre progetto di tenerne sempre un paio nel borsino delle emergenze, esattamente come lui ne teneva un paio nel portafoglio.
Arrivo in una piazza dove c’è una grandissima fontana e mi siedo su un muretto, mi tolgo la scarpa e metto il cerotto, tutta soddisfatta.
Poi mi attardo a fotografare il ritrovamento di pochi minuti prima (un giochino cinese di plastica, con tanto di draghi stampati in rilievo, di quelli che ti tirano fuori tutta la pazienza: quella tua e quella di Giobbe) e una fontanella. 
Decido di proseguire verso la mia meta e guardando per terra penso: quante cacche. Speriamo di NON pestare una merda.
Dopo qualche metro il genio propiocettivo del mio piede sinistro mi comunica la presenza di qualche sostanza più o meno densa sotto la suola della scarpa.

Legge n. 1: l’universo non riconosce il NON

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