Salpare senza bussola

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Ci sono giorni inqualificabili.
Pare non succeda niente e invece no.
Osservi, leggi, pensi cose che hai ritenuto vere per lungo tempo e improvvisamente ti senti in mezzo alla fiera delle banalità, al discount dello scontato (figurati se non faccio un giochetto di parole), al mercato del wannabe.
Percepisci la noia del solito, dell’abitudine, la tigna della regola limitante ed obsoleta.

Resta solo da appurare – fosse poco – se hai cambiato la rétina come la biscia cambia la pelle, o se invece ti stai difendendo con le più audaci scenografie mentali mai inventate.
Lo scopriremo solo vivendo.

La tentazione di concepire frasi ad effetto da estrapolare per fare audience sui social ha la forza di un budino.
Non mi riconosco più.
Il sentire si trasforma. E nulla è più come prima.

Chi si muove spesso si ferisce, sanguina, si arena. Si rianima, poi, in qualche modo, e ricompone la cifra cambiando rapporti, proporzioni e segni.
Normalmente il totale ha un valore maggiore rispetto al precedente.
E si riparte.
Ma bisogna abituarsi.
Pian piano.

Pian piano si fa tutto.

Arriva il momento in cui molli tutto e scegli la deriva, scoprendo che non è affatto spaventosa. Anzi.
È Potenza pura.
Nonostante spiacevoli residui ed ostinate resistenze.
Magari se lasci fare, trovi la corrente giusta.

Queste parole arrivano direttamente da una languida fase di pre-sonno.
Fosse questa la dimensione della vera realtà?

Se vi dico buonanotte, è banale?
No.
Fate una buona notte.

2 pensieri su “Salpare senza bussola

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