Ventotto maggio

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Oh, le cose vanno meglio. Ma mica ci si può dichiarare fuori pericolo per questo.
Mi sono seduta per terra in cucina. Brutto segno.
Almeno avesse il pavimento a scacchi di quell’antico inquietante e attraente sogno.

La cosa che mi fa più schifo di me è l’ingenuità.
Alla quale non crede nessuno.
La radice di tutti i miei mali.
Mi fa schifo e mi fa male.
Detesto la creduloneria, il mio bere tutto.
La buona fede. Sempre eh, non sia mai.
E una tardiva percezione della strategia e dell’arrangiamento jazz dei dati,
che rasenta il ritardo mentale.
Il fidarmi di tutti. Uno mi dice una cosa e io ci credo.
La fiducia smisurata in tutto, nella vita, nel tempo che passa,
nel campo delle infinite possibilità.

Mia madre me lo diceva un giorno si e l’altro anche.
“Perché sei ciula” mi diceva. Oppure “sei una tonna”.
Frasi come una condanna mista a rassegnazione.
Come vorrei oggi, dopo tutti questi anni, averla qui e risentire quelle frasi profetiche.
Frasi che oggi prenderei davvero in considerazione.
Come frustate, nella speranza di aprire gli occhi sul mondo reale,
prima che film e romanzi prendano il sopravvento per sempre.

Vorrei fare un corso di furbizia. E uno di economia.
C’è un giorno maledetto di due anni fa, che festeggerò per non dimenticare.
Da lì in avanti, passi falsi. Uno dietro l’altro.

E adesso mi risiedo per terra, ok?
Tanto finirò per trovare in tutto questo qualcosa di buono.
Ma mi si permetta il rasoterra. Altrimenti non trovo la lezione.
Buonanotte.

4 pensieri su “Ventotto maggio

  1. Ho passato una vita a combattere la mia ingenuità, scarsi risultati per la cronaca, ma qualcuno di tanto in tanto si è ricordato di dirmi “prima o poi qualcuno non ne approfitterà e saprà apprezzarla”, scarsi risultati anche in questo al momento, ma mi sembrava giusto ricordarlo anche a te. Per il resto empatia totale 🙂

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    1. Grazie per il tuo commento.. Credo di avere una sostanziale aggravante rispetto a te: l’età. Il vizio in questione pare irriducibile..
      Ma forse in queste cose, più che in altre, il tempo non ha un grande significato.
      La maturazione della consapevolezza su certi stati o caratteristiche interiori sembra il processo di una specie di “sonno”: a prescindere dal fatto che si sia dormita una notte intera o si abbia fatto un sonnellino, insomma, ad un certo punto apri gli occhi..
      Ciao

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