Adesso basta

Quello che penso di notte, posso pensarlo anche di giorno.
Non ha senso perdere tutto questo tempo.
Progetto n. 1: la serata casalinga va conclusa entro le 23.30. Entro quell’ora sprofondare obbligatoriamente tra le lenzuola. Dormire subito. Alzarsi, poi, la mattina dopo, con un dignitoso anticipo sull’orario di partenza da casa. Non è una mission impossible. E’ un’abitudine che va cambiata. Punto.

Riempire buchi con del fumo è un controsenso: non si capisce se è più impalpabile il vuoto o l’ombra fugace (e tossica) che ci soffio dentro.
Progetto n.2: non fumare più di 6/7 sigarette al giorno. L’elasticità, permessa con moderazione nelle serate mondane, va intesa anche in senso diminutivo: se mi fermo a quota 5 è un bene, non una mancanza a cui porre immediatamente rimedio!
La totale sospensione del vizio, per scommessa, è legata ad accadimenti non totalmente dipendenti dalla mia volontà ed è altamente improbabile. Quindi non rompete.

Ogni sospeso è una zavorra mentale.
Progetto n. 3: non rimandare più nulla. Risanare gradualmente la situazione convincendosi che ci si mette più a dirlo che a farlo.
Procedere a testa bassa fino a quando tutto sarà come e dove deve essere.
Dire le cose che vanno dette. Soprattutto, fare le cose che vanno fatte.
Ricordare che ogni angolo intasato della casa corrisponde ad un angolo intasato nel cervello.

Ora l’ho scritto.
(ascolto: The Sensual World – Kate Bush)

Incubi, succubi e altri mostriciattoli

Non ho dormito niente.
Una volta non ero così.
Ormai è ufficiale:
sono indemoniata.

(ascolto: Generation of Love – Boy George)

Una specie di guestbook o La Posta del Gatto

Se siete qui è perchè avete cliccato su “DITELO al GATTO”, un link pubblicato su http://gattointeriore.blogspot.com/.
Questo è uno spazio libero in cui potete scrivere quello che vi pare: un saluto, un commento generico sui miei folli scritti, un qualcosa di vostro, etc.
Insomma fate quello che volete. Se volete farlo.
(cliccate sui “commenti” e, eventualmente, scatenatevi).

PS: accetto i famigerati “Anonimo”.
Ma se vi fate riconoscere avrete tutta la mia gratitudine…

Il vostro Gatto Interiore

Fatiche

Spostare l’attenzione mi richiede uno sforzo pari a quello che affronto nell’alzarmi dal letto la mattina.
Con la differenza che dal letto esco.
Prima o poi.

L’autunno di un amore estivo (1996)

Ci siamo spogliati di tutto.
Abbiamo tolto quei pezzi che così bene, talvolta, s’incastravano
tra di loro, rendendoci uniti e reciproci.
Abbiamo provato a fare senza, disposti alla resa, alla perdita,
ad un probabile lento ed inevitabile scemare.
Abbiamo bruciato gli orpelli, le sfumature, gli addobbi e i rituali abbellimenti.
Ci siamo scelti asciutti, ci siamo inoltrati nel medium, sfumando i caratteri distintivi, scendendo nelle cantine, aprendo dispense e
temibili quotidiani orridi.
Abbiamo appiccato il fuoco, per sublimare, se non distruggere,
e non pensarci più.

Niente da fare: ancora come prima, meglio di prima,
più profondamente di prima.

Imprudenze

Un movimento maldestro fa sprofondare la mia mano
sul cumulo soffice e perlaceo. Teoricamente innocuo.
Me l’aspettavo ormai spento.

Il fuoco sotto la cenere.

Ho un’idea

Devo fare un corso sulle aspettative.
E sui capricci (miei) e le delusioni
che ne conseguono.
Oh, come sono imperfetta.

Relax

Non è necessario
capire sempre tutto.

12 Novembre 2008

Sono inevitabilmente un po’ triste. Le ricorrenze. I ricordi.
Ma pare sia normale.
La spoglia crudezza del mio sentire, ora, mi svela altri mostri.
Che non volevo vedere. A cui, più che altro, non volevo cedere.

Ricomincio.
Un’amica mi suggerirebbe di dichiarare un “anno zero”.

Per iniziare, abbandono una partita. Un’ambiziosa corsa.
Con non poca fatica, devo ammettere.
Ma ho fondato una fede su un niente. Non ha senso insistere.
Preferisco un dirupo che un tiepido, vile ed agevole stallo.

Stanca di interpretare, stanca di parole vuote ed inutili disquisizioni.
Stanca di convenevoli, codici cifrati, etichette e giudizi di opportunità.
Voglio chiarezza, voglio fatti, voglio coerenza, voglio luce a giorno.
Non mi piego, non mi sposto, non taccio, non mi tradisco.

Io sono io. Senza condizioni.

12 Novembre 1968