Quello che penso di notte, posso pensarlo anche di giorno.
Non ha senso perdere tutto questo tempo.
Progetto n. 1: la serata casalinga va conclusa entro le 23.30. Entro quell’ora sprofondare obbligatoriamente tra le lenzuola. Dormire subito. Alzarsi, poi, la mattina dopo, con un dignitoso anticipo sull’orario di partenza da casa. Non è una mission impossible. E’ un’abitudine che va cambiata. Punto.
Riempire buchi con del fumo è un controsenso: non si capisce se è più impalpabile il vuoto o l’ombra fugace (e tossica) che ci soffio dentro.
Progetto n.2: non fumare più di 6/7 sigarette al giorno. L’elasticità, permessa con moderazione nelle serate mondane, va intesa anche in senso diminutivo: se mi fermo a quota 5 è un bene, non una mancanza a cui porre immediatamente rimedio!
La totale sospensione del vizio, per scommessa, è legata ad accadimenti non totalmente dipendenti dalla mia volontà ed è altamente improbabile. Quindi non rompete.
Ogni sospeso è una zavorra mentale.
Progetto n. 3: non rimandare più nulla. Risanare gradualmente la situazione convincendosi che ci si mette più a dirlo che a farlo.
Procedere a testa bassa fino a quando tutto sarà come e dove deve essere.
Dire le cose che vanno dette. Soprattutto, fare le cose che vanno fatte.
Ricordare che ogni angolo intasato della casa corrisponde ad un angolo intasato nel cervello.
Ora l’ho scritto.
(ascolto: The Sensual World – Kate Bush)
