Mi manca

Dal punto di vista della neve

Io ho ancora il dono della Meraviglia.

Un oceano di infinita bellezza
si scioglie sui miei capelli,
lambisce il mio respiro.

Magnifica e addolcisce le forme
purifica lo spazio
sospende magicamente il tempo.

Dal punto di vista della neve
altroché se Dio esiste.

Gutta cavat lapidem

Lato A
La Goccia perfora la pietra.
Figurati le ossa.
Goccia dopo goccia, giorno dopo giorno.
Ormai ho i femori intarsiati
gli arabeschi sul cranio
bassorilievi sulle scapole
e miniature sugli scafoidi.

Lato B
La goccia perfora la pietra.
Tutto mi è possibile.
Tutto mi è possibile.
Tutto mi è possibile.

Neve

La Protezione Civile: “State a casa”.
La Gatta delle Nevi: “Uscite a piedi!!!”
Guanti, sciarpa e sorriso
in questo silente, frizzante,
appagante, ineffabile candore…

Nel silenzio, nel bianco
si manifesta il Cuore.
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Si mostri il Lupo.
Le sue tracce ho visto nel biancore.
Si pronunci, a modo suo,
che voglio della neve il suo pensiero.

Imprudenze

Un movimento maldestro fa sprofondare la mia mano
sul cumulo soffice e perlaceo. Teoricamente innocuo.
Me l’aspettavo ormai spento.

Il fuoco sotto la cenere.

12 Novembre 1968

Appena dopo il tramonto

Il pomeriggio d’autunno, che si contrae,
alle ore 17 e 500 metri di prato da attraversare.
La crescente oscurità divampa in un attimo,
precipita di colpo, generando la sera.
Quella strana luce di mezzo rivela il mondo interiore
e i miei pensieri, tangibili ora,
rasentano gli alberi e scivolano sull’erba,
tra i miei piedi e la mia sgomenta coscienza.

Presto!

Chiamate
la
neuro.

La bellezza

L’armonia crea onde di forma quasi tangibili
Ciò che incontro mi cambia, mi accende, mi nobilita.
La bellezza è luce, calore, ente rivelatore.
La bellezza è un quadro di Dio.

Traguardi


“Arrivammo al rifugio e ci fermammo.
C’era ancora poco per arrivare alla vetta, e quello era, di fatto, il pezzo più importante.
Io mi fermai per riposare, per lavarmi, per mangiare qualcosa.
Per cambiarmi e ripartire alla conquista della cima nella mia veste migliore.
Il sentiero non era un vero sentiero: nulla pareva portare netti segni di precedenti percorsi.
La mattina, poi, il vento gelido mi parve un bacio più che uno schiaffo poiché sapevo di essere veramente quasi arrivato.”