Si salvi chi può

Quando ero piccola – e non si sa bene quando – ho fatto un sogno.
Ho sognato di scendere le scale del palazzo in cui abitavo, dal piano terra verso le cantine che, nella realtà, erano invece sotto un altro piccolo stabile adiacente.
Le scale erano bianche come i muri. Un trionfo di bianchi accecanti e delle geometrie da capogiro: gli scalini si riversavano in avanti, come se cadessero, perdendo l’ordine della perfetta contiguità, e trasformandosi in una discesa ardita e temibile.
All’inizio delle scale, sul muro alla mia sinistra, c’era un cartello rettangolare bianco, con una scritta nera: “SI SALVI CHI PUÒ”.
Nonostante cio, io mi accingevo a scendere.
Del dopo, non si sa nulla.
Il mio ricordo finisce qui.

Non svegliare il can che dorme.
Specialmente se non è legato alla catena.
Buon giorno fantasmini.

La notte II

E’ notte, di nuovo.
Il mondo è chiuso fuori e io mi svelo, lentamente.
E srotolo oceani e distese verdi interminabili.
Illumino cieli e confino il buio in riposte porzioni di me
laddove già so, già conosco e posso riposare.
Mi raccolgo in un punto denso
per poi rifiorire ed erigermi con forza
sopra ogni illusoria impressione.
C’è un senso di totalità che non saprei spiegare
C’è un senso di unità che mi rassicura
La stessa che a tratti mi sgomenta.
Siedo immobile, eppure corro, mi muovo
risalgo, percorro, volo.
Nel silenzio comincio finalmente a sentire
le prime note della mia tanto desiderata canzone.
Buonanotte