Autocombustione 2

Come in quei pezzi di legna, di vecchi bancali
finite le fiamme, dalle ceneri emerge un chiodo.
Quello piantato nel mio fianco.
Altro che esorcista.

Questo è il post numero 100.
Meriterebbe belle parole e nobili contenuti.
Giusto per celebrare..
Ma il Gatto ha sonno e vi molla qui.

Gutta cavat lapidem

Lato A
La Goccia perfora la pietra.
Figurati le ossa.
Goccia dopo goccia, giorno dopo giorno.
Ormai ho i femori intarsiati
gli arabeschi sul cranio
bassorilievi sulle scapole
e miniature sugli scafoidi.

Lato B
La goccia perfora la pietra.
Tutto mi è possibile.
Tutto mi è possibile.
Tutto mi è possibile.

Nelle mie tasche

Una situazione da accettare
e un contesto da cambiare.
Una cosa da progettare.
Una cosa da conquistare.
Un’ambizione a cui rinunciare e
un’abilità da imparare.
Una direzione da invertire.
Un’altezza a cui salire.

Ce n’è per tutto il 2009, direi.

Si Può Fare

SI PUO’ FARE.

Adesso basta 2 -aggiornamenti

Progetto n. 1: Andiamo già bene: a mezzanotte a letto. Già da qualche giorno. Se questo post porta la data del 26 Nov, va bè. Non siate rigidi! E’ una questione di pochi minuti!!! (che antipatici..).
Ne deduco: ho cominciato bene.

Progetto n. 2: Progetto faticosissimo. Sforzi strazianti. Appena penso al limite che mi sono imposta mi viene subito voglia di accenderne una. Ma siccome sono fondamentalmente esoterica e rituale, mi basta fare lo sforzo di portare attenzione sugli estremi del presunto fioretto.
Con dovizia di particolari. Nel momento di massima fantasia, quasi al confine con la materializzazione.
Paradossalmente, potrebbe anche essere più facile l’interruzione drastica. Cosa non impossibile.
In pratica: prezzo altissimo. Inizio in sordina. Ma potrei stupirvi con effetti speciali.

Progetto n. 3: Grandi miglioramenti pilotati dal bisogno di avere più tempo per inseguire chimere. Senza la serenità che deriva dal dovere compiuto, anche le chimere si infrattano negli accumuli psichici e casalinghi. Curioso il ribaltamento di priorità: scaduto il precedente schema mentale, emergono nuovi valori, nuove interpretazioni, stress che si volatilizzano all’improvviso ed estreme facilità di relizzazione di cose che prima parevano interminabili scalate.
Evento pazzesco: il tempo, in questo modo, sta rallentando e, in un certo senso, aumenta. Ce n’è di più.

Sono abbastanza soddisfatta.
E ora di corsa a dormire.
Per la cronaca, sono le 00.01 di mercoledì 26. E io, in attesa di infilarmi la camicia da notte, ho già il pigiama interiore.

Adesso basta

Quello che penso di notte, posso pensarlo anche di giorno.
Non ha senso perdere tutto questo tempo.
Progetto n. 1: la serata casalinga va conclusa entro le 23.30. Entro quell’ora sprofondare obbligatoriamente tra le lenzuola. Dormire subito. Alzarsi, poi, la mattina dopo, con un dignitoso anticipo sull’orario di partenza da casa. Non è una mission impossible. E’ un’abitudine che va cambiata. Punto.

Riempire buchi con del fumo è un controsenso: non si capisce se è più impalpabile il vuoto o l’ombra fugace (e tossica) che ci soffio dentro.
Progetto n.2: non fumare più di 6/7 sigarette al giorno. L’elasticità, permessa con moderazione nelle serate mondane, va intesa anche in senso diminutivo: se mi fermo a quota 5 è un bene, non una mancanza a cui porre immediatamente rimedio!
La totale sospensione del vizio, per scommessa, è legata ad accadimenti non totalmente dipendenti dalla mia volontà ed è altamente improbabile. Quindi non rompete.

Ogni sospeso è una zavorra mentale.
Progetto n. 3: non rimandare più nulla. Risanare gradualmente la situazione convincendosi che ci si mette più a dirlo che a farlo.
Procedere a testa bassa fino a quando tutto sarà come e dove deve essere.
Dire le cose che vanno dette. Soprattutto, fare le cose che vanno fatte.
Ricordare che ogni angolo intasato della casa corrisponde ad un angolo intasato nel cervello.

Ora l’ho scritto.
(ascolto: The Sensual World – Kate Bush)

Fatiche

Spostare l’attenzione mi richiede uno sforzo pari a quello che affronto nell’alzarmi dal letto la mattina.
Con la differenza che dal letto esco.
Prima o poi.

Relax

Non è necessario
capire sempre tutto.

Il Ragno

impacchetta bene la preda.
E poi la lascia un pò lì.

Perfide modalità

Un trama lenta, delicata e setosa
Inganna la percezione di spazio, tempo e contenuti.
Un’unica improvvisa tagliente asperità
Rende la delicata preda istantaneamente consapevole.