Il manifesto del contadino impazzito

“Se amate il guadagno facile, l’aumento annuale di stipendio, le ferie pagate.
Se desiderate sempre più cose prefabbricate,
se avete paura di conoscere i vostri vicini di casa,
se avete paura di morire….
allora nemmeno il vostro futuro sarà più un mistero per il potere,
la vostra mente sarà perforata in una scheda
e messa via in un cassettino.
Quando vi vorranno far comprare qualcosa vi chiameranno,
quando vi vorranno far morire per il profitto ve lo faranno sapere.

Ma tu, amica, amico, ogni giorno, fai qualcosa
che non possa entrare nei loro calcoli.
Ama la Vita. Ama la Terra.
Ama qualcuno che non se lo merita.
Conta su quello che sei e riduci i tuoi bisogni.
Fai qualche piccolo lavoro gratuitamente.
Non ti fidare del governo, di nessun governo,
e abbraccia gli esseri umani,
nel tuo rapporto con ciascuno di loro riponi la tua speranza politica.
Approva nella natura quello che non capisci e loda questa ignoranza,
perché ciò che l’uomo non ha razionalizzato non ha distrutto.
Fai le domande che non hanno risposta.
Investi nel millennio. Pianta sequoie.
Sostieni che il tuo raccolto principale è la foresta che non hai piantato
e che non vivrai per sfruttare.
Afferma che le foglie quando si decompongono diventano fertilità:
chiama questo “profitto”.
Una profezia così si avvera sempre.
Poni la tua fiducia nei cinque centimetri di humus
che si formeranno sotto gli alberi ogni mille anni.
Metti l’orecchio vicino e ascolta i bisbigli delle canzoni a venire.
Sii pieno di gioia, nonostante tutto, e sorridi,
il sorriso è incalcolabile.
Finché la donna non si svilisce nella corsa al potere,
ascolta la donna più dell’uomo.
Domandati: questo potrà dar gioia alla donna
che è contenta di aspettare un bambino?
Quest’altro disturberà il sonno della donna
vicina a partorire?
Vai col tuo amore nei campi.
Stendetevi tranquilli all’ombra.
Posa il capo sul suo grembo…
e vota fedeltà alle cose più vicine al tuo cuore.

Appena vedi che i generali e i politicanti
riescono a prevedere i movimenti del tuo pensiero,
abbandonalo.
Lascialo come un segnale per indicare la falsa traccia,
la via che non hai preso.
Sii come la volpe che lascia molte più tracce del necessario,
alcune nella direzione sbagliata.
Pratica la meditazione. ”

Dalla newsletter di Fiorigialli.it

Il significato delle cose

Tra le varie pietre che campeggiano in casa mia – a dispetto delle perplessità altrui – c’è n’è una, a me molto cara, che esteticamente non dice un granché.
Non è molto grande, ha una forma irregolare e un polveroso color tortora.
Ma è una pietra speciale.
L’ho trovata qualche anno fa sulla griglia della mia stufa, in mezzo alla cenere.

Una pietra accolta nel cuore di una pianta.
E poi passata attraverso il Fuoco.
Faccio fatica ad immaginare un armonioso gioco degli Elementi così spontaneo, naturale eppure così particolare.
A volta basta accorgersi delle cose per trovare miracoli e meraviglie
nella vita di tutti i giorni.

Il generale Inverno

Ho sempre sbandierato ai quattro venti il mio disprezzo per l’inverno.
Ma la sensazione procurata da Gennaio, negli ultimi anni, è piuttosto particolare.
Da una parte c’è la cristallizzazione impietosa causata dal freddo.
Il gelo dei primi mesi dell’anno è quasi un anti-vita.
Le temperature sono paralizzanti, ostiche, perniciose nel loro addensare e appesantire ogni cosa.
Gennaio è il trionfo del più abissale Yin.
Dall’altra parte però c’è la consapevolezza del fatto che si va – e si va velocemente – verso l’apertura.
La luce, che lentamente e progressivamente aumenta, anticipa l’espansione primaverile e questo stato contraddittorio, dove il corpo resta lento per l’algido rigore mentre il cuore già comincia ad alleggerirsi, genera infiniti stati d’animo.
E pertanto infinite possibilità.

Non posso dire che mi piaccia Gennaio, per l’amor di dio.
Ma se fosse un’immagine sarebbe un cubetto di ghiaccio con una fiammella dentro.
E questo mi piace parecchio.

Ancora antichi segni

Riordinando angoli oscuri dei miei famigerati accumuli casalinghi, ho trovato di nuovo una ventina di fogli sopravvissuti al rogo di 10 anni fa. Le date non sono indicate ma, ad occhio e croce tutti risalgono ai primi anni 90.
Ogni tanto spunta qualcosa nei posti più impensati..
Disperso nella cassetta degli attrezzi, ad esempio, (si! ho una Cassetta degli Attrezzi!) ho trovato anche un pezzo di quella che credo fosse una lettera diretta a non so chi, scritta a macchina nel 1985, in cui ho evidenziato le seguenti frasi:

“Sono sempre più convinta che alla lunga, per una sorta di magia naturale, uno finisce sempre per farsi accadere le cose che desidera. Non senza una serie lunga – e magari pesante – di eventi apparentemente contrastanti.
Dico “apparentemente” perché se ci pensiamo un attimo, non è difficile riconoscere nelle ostilità del fato una sorta di lezione che ci apre gli occhi e ci prepara a vivere ciò che vogliamo vivere. E con potremmo mai vivere in maniera vera, adeguata, autentica, se prima non passiamo dalle forche caudine dell’esperienza che rende consapevoli dei vari lati della cosiddetta medaglia.
Ecco le radici del mio ottimismo di fondo.”

A parte il discutibile uso della lingua italiana, resta comunque un’esternazione notevole! Considerata l’età…
Vorrei capire nei vent’anni successivi cosa mi è successo!
A che punto della strada ho perso cotanta saggezza?
Forse anche questo stesso lungo tunnel di incoscienza, ha avuto il suo perché.
Poiché è perfettamente inutile possedere alcuni mezzi per il raggiungimento degli obiettivi nonché una comprensione piuttosto profonda degli eventi, quando non sappiamo chi siamo e, tantomeno, cosa vogliamo.
Va bè.
Prossimamente, magari, altri antichi segni.
Buonanotte gattoni.

Dedicato a me

“C’é una verità elementare, la cui ignoranza
uccide innumerevoli idee e splendidi piani:
nel momento in cui uno si impegna a fondo,
anche la provvidenza allora si muove.
Infinite cose accadono per aiutarlo,
cose che altrimenti mai sarebbero avvenute…
Qualunque cosa tu possa fare, incominciala!
L’audacia ha in sé genio, potere e magia.
Incomincia adesso !”
J.W.Goehte

Buon Anno!

Vorrei…

…entrare nella mia mente
e penetrare i miei obscuri meccanismi..
Ma ho perso il PIN.

I morti viventi

Originariamente scritto il 26/12/2009.
Modificato il 27/12/2009 ore 01.16: chi doveva leggere ha letto.
Lascio solo il sunto:

La vita ha un suo progetto. A volte la somministrazione del destino è graduale.
A volte è un colpo secco.
Sono morti tutti e ancora non lo accetto.

Personalmente io muoio ogni giorno.
E nell’intervallo, tra una dormita e l’altra,
non vivo ancora come vorrei.

Sopravvissuta

al Natale.
Come ho già scritto altrove, nonostante alcune circostanze terrificanti,
sono riuscita a percepire in me il ri-nascere del Sole.
Ragazzi, ora si sale!

Casa…

Adoro i Conglomerati di Savignone.