2009- Oroscopo del Gatto

Avrai Amore se avrai amato.
Avrai Salute se ti sarai rispettato.
Avrai Ricchezza se avrai dato.
Avrai Pace se avrai ben pensato.

Germoglieranno tutti i tuoi semi di ieri.
Nutri la Terra, estirpa le erbacce.
Cura il Giardino e fai entrare gli amici.

L’intero Universo farà l’amore con te.

Prossima al culmine

Una vibrazione progressiva ritmicamente percorre il mio corpo.
Un’apparente immobilità cela il tratto finale
di una trasformazione alchemica.
L’attenzione è tutta rivolta dentro, dove il nucleo
gradualmente cresce di intensità e di calore.
L’essenza è incandescente, l’esplosione radiante è prossima.
Già se ne possono apprezzare i segni
a guardare bene in fondo al mio sguardo.
La zampata fatale è pronta.
Gatto più che mai.

Dies Natalis Solis Invicti

Dovrebbe essere chiara a tutti la natura del periodo che il Gatto sta attraversando. Tuttavia, pur serpeggiando decisamente sotto la superficie di una rassicurante normalità quotidiana, il movimento ondulato del tracciato vitale permette al mio Gatto Interiore di rigenerarsi, periodicamente, ad incredibile velocità.
Sarò lunatica, anche. Che ne so.
Fatto sta che oggi l’Araba Fenice è risorta per l’ennesima volta e tenta la rituale disanima filosofica di questo Natale che ha un senso astronomico, esoterico e, non permettetevi scontate battute, Interiore.

In questo momento di rara trasparenza percepisco molto profondamente il senso di questo evento: la rinascita, il periodico giro di boa del ritmo della vita che ci accomuna alla Natura, una Madre che non riconosciamo più, il flusso globale che ci sostiene, la sfera di energia nelle quale siamo inscritti da sempre insieme a tutto ciò che esiste.
Io come abilità cognitiva e logica, capisco che è passato un altro lembo di tempo, ufficializzato da calendari, bollette da pagare, compleanni da festeggiare, situazioni da nutrire.
Io come figlia della Natura, sento un fiore che sta per sbocciare nel mio centro, una fiammella che riprende vigore, un’attività sommessa, che ricomincia a brulicare, che si sviluppa in un crescendo indipendente dalla mia volontà razionale.
Il Sole torna a vincere, la vita si riapre, il respiro diviene più ampio ed io, come il Tutto, inizio un processo progressivo di radianza, calore e brillante luminosità.
Il Natale è il germe della primavera interiore, è la porta che si spalanca su sconfinati campi, è il rito preparatorio alla base della montagna da conquistare.

Non ho alcun motivo per essere contenta, se andiamo a vedere, ma sento dentro il muoversi di una sorgente fresca imperiosa, potente che non ho nessuna voglia di ignorare o sottovalutare.
Buon Natale a tutti. Ma come dico io.

Lavori in corso

Mi sto cercando.
(mi troverò?)

Rivelazione

Quando la Parola sarà proferita
una fenditura profonda si aprirà sotto di noi
Io sarò inghiottita nel centro della Terra
per poi riemergere, all’altra parte del mondo,
segnata, ma nuova, rinvigorita.
La morte rituale di una parte immortale.
Tu non sprofonderai, forte della tua forza,
ma cadrai di poco, rimbalzando tra le pareti,
con il rumore irritante e vuoto
di una latta ammaccata e priva di contenuto.
E rimarrai lì, a 100 vite da me.

Autocombustione 2

Come in quei pezzi di legna, di vecchi bancali
finite le fiamme, dalle ceneri emerge un chiodo.
Quello piantato nel mio fianco.
Altro che esorcista.

Questo è il post numero 100.
Meriterebbe belle parole e nobili contenuti.
Giusto per celebrare..
Ma il Gatto ha sonno e vi molla qui.

Difficile (forse)

435633894978913396
49133554656351699916

Quante: otto parole.
Quanto: tutto il tempo che ci vuole.
Dove: rispondere in privato.

Ritorno del Demone

Se non mi passa
è la volta che chiamo Padre Amorth.

Quel che è vero resta

Stapperei una bottiglia di champagne se non fosse che preferisco, decisamente, un buon rosso barricato, aromatico e corposo.
(Ho detto che l’avrei scritto e lo scrivo. Non importa l’ora.)

Nettuno ha cessato le ostilità, dopo moltissimo tempo.
Nettuno, la nebbia, l’oblio, il translucente, l’illusionista, l’illusore.
Nettuno il fantastico, l’oceano emozionale, l’inganno, il Signore di Maya.
Nettuno il sogno, l’artificio, il mistico, il cangiante.
Tutto torna trasparente, tutto torna reale.
Niente più chimere, niente più caos, niente più maschere inconsapevoli.
Niente miraggi, niente perlacee ottundenti guaine.
Quel che è vero resta.
Quello che ho inventato lo ricorderò, come un ambiguo sogno.

Dobbiamo festeggiare.
Di Nettuno è Bacco.
Il vino che voglio sapete qual è.

Le figure nere

Qualche mese fa, in un parcheggio della mia città ho trovato a terra una carta da gioco. Il Re di Fiori.
Voi mi direte: e chi perde UNA carta da gioco in un parcheggio?
Ma la domanda opportuna è: chi la trova perché la raccoglie, se la asciuga sui jeans (pioveva a dirotto) e se la tiene?
Va bè, ammettete che non ho mai detto né preteso di essere normale.

Tempo dopo, non saprei dire quanto e non ricordo nemmeno dove, con grande stupore, appena venato di sgomento, ne ho trovata un’altra: la Regina di Picche. Ho conservato anche quella.
Più recentemente, la terza carta, il Re di Picche, trovata sulla base di granito ai piedi di una vetrina del centro.
Tre carte da gioco, tutte figure, tutte nere.
Una Regina e due Re.

Scusate ma non è strano trovare per strada carte da gioco?
Ogni tanto apro la tasca dell’agenda e le riguardo.
In attesa che si sveli il messaggio occulto
di casualità che non credo casuali.