Dovrebbe essere chiara a tutti la natura del periodo che il Gatto sta attraversando. Tuttavia, pur serpeggiando decisamente sotto la superficie di una rassicurante normalità quotidiana, il movimento ondulato del tracciato vitale permette al mio Gatto Interiore di rigenerarsi, periodicamente, ad incredibile velocità.
Sarò lunatica, anche. Che ne so.
Fatto sta che oggi l’Araba Fenice è risorta per l’ennesima volta e tenta la rituale disanima filosofica di questo Natale che ha un senso astronomico, esoterico e, non permettetevi scontate battute, Interiore.
In questo momento di rara trasparenza percepisco molto profondamente il senso di questo evento: la rinascita, il periodico giro di boa del ritmo della vita che ci accomuna alla Natura, una Madre che non riconosciamo più, il flusso globale che ci sostiene, la sfera di energia nelle quale siamo inscritti da sempre insieme a tutto ciò che esiste.
Io come abilità cognitiva e logica, capisco che è passato un altro lembo di tempo, ufficializzato da calendari, bollette da pagare, compleanni da festeggiare, situazioni da nutrire.
Io come figlia della Natura, sento un fiore che sta per sbocciare nel mio centro, una fiammella che riprende vigore, un’attività sommessa, che ricomincia a brulicare, che si sviluppa in un crescendo indipendente dalla mia volontà razionale.
Il Sole torna a vincere, la vita si riapre, il respiro diviene più ampio ed io, come il Tutto, inizio un processo progressivo di radianza, calore e brillante luminosità.
Il Natale è il germe della primavera interiore, è la porta che si spalanca su sconfinati campi, è il rito preparatorio alla base della montagna da conquistare.
Non ho alcun motivo per essere contenta, se andiamo a vedere, ma sento dentro il muoversi di una sorgente fresca imperiosa, potente che non ho nessuna voglia di ignorare o sottovalutare.
Buon Natale a tutti. Ma come dico io.