I sensi (1993)

Struttura solida, liscia, compatta, calda.
Radianza fortissima. Radioattivo, quasi.
Tremo all’idea del tatto
Che già la vista mi disorienta.

Quando emerge questa punta rovente
dimentico politiche e strategie.
La vibrazione interna si diffonde, spietata
Sale ed invade la testa. I pensieri si fluidificano.

Guardo e non vedo. Assorbo e proietto senza pause.
Il gusto si amplifica, l’olfatto si specializza.
Il corpo come invaso da miliardi di formiche
al di fuori dei confini, si immobilizza.

Nella paralisi più totale,
fisso il vuoto e mi incendio, ferma, per i fatti miei.
Non rischio nemmeno un cenno
Se il fuoco divampa ora, non ti avrò.

Infinita analisi (1998)

Ho creduto di vivere mille sentimenti distinti verso di te,
granitico, immobile, arrogante menhir.
Credevo fosse un susseguirsi di sentimenti minori. Alcuni prevedibili, altri magari un po’ meno.
Pensavo che ogni sfumatura interiore avesse un nome, una funzione, una precisa causa.
Cercavo di dare una parvenza logica e sensata ad ogni impulso emergente, pur essendo io, un’irriducibile istintiva.
Ho classificato, studiato, meditato, misurato ogni parola o gesto
o situazione.
Ho sviluppato elenchi di interpretazioni, distese di definizioni.
Ho abbozzato brevissime ed inefficaci strategie per riportarmi
sui binari di una tiepida e superficiale noncuranza.
Mi sono impegnata molto.

E invece era amore.

Realtà parallela (1998)

Quel silenzio carico di attese
Quelle finte spudorate.
Quei discorsi con triplo significato
Quei discorsi senza significato.
Quella distanza per non bruciarsi
Quello sfiorarsi in cui tutto esplode.
Quegli sguardi accidentali
Quelle fuorvianti e false freddezze.

Quella tensione intensa verso una sognata meta
Quella paura terrificante nel rendersi conto che è ad un passo da te

Quello che mi piace di più è tutto ciò che non ci diciamo.

Immature strategie (1995)

Dove hai la porta?
Dove si trova il varco?
E, ancora, dove ti trovi, esattamente?
Ti sto esplorando, centimetro per centimetro, attimo per attimo.
Sei sotto assedio, quasi costantemente, controllato a vista dai miei guardiani, pazienti, determinati, attenti.
Lontani, semisdraiati, apparentemente inermi.
I miei guardiani come un pigro gatto.
E mi sento furba, padrona dei movimenti che avvengono sotto la superficie…
Ho la passione del Sotto La Superficie.
Mi muovo bene, con poca luce e minimi riferimenti.
Qualche volta però, rovistando i tuoi fitti canneti mi sono sentita spiata, seguita, intesa, decifrata.
Mi credo furba ma forse i tuoi servi sono sulle mie tracce da tempo.
Sei sveglio in questo. Poichè son cose da donne.
Forse mi stai solo, pazientemente, cautamente aspettando.
Magari anche solo per infierire un mortale colpo.

Voleri e valori (1995)

Tu ed io, due universi paralleli.
In un interno angusto, in una grande città, in pochi mesi.
Io dico una cosa intendendone un’altra. Per non farti capire, sperando che tu capisca.
Tu dici un tre di cuori e io lo capisco Asso.
C’è il mondo che c’è, e quello che vorrei che fosse.
Non so dove sei, tra questi. E passo il mio tempo tra intricatissime piantagioni di interrogativi.
Ma non ho altro da fare?

Oltre la forma (1995)

Io non ci pensavo affatto.
E’ stata una tua frase ad incrinare il piano e a rivelare l’abisso.
Ci sono diversi presunti segnali.
Ora me ne sto ben bene attaccata all’orlo, per difendermi da una deliziosa caduta.
Me ne sto attaccata all’argine, ma non mi salvo più di tanto.
Almeno voglio guardare.