Come si cambia

Una volta alla domanda “mare o montagna?” non avevo dubbi e declamavo una passione viscerale per lo sconfinato e profondo blu, che percepivo in modo intenso, quasi magmatico.
Ora, pur subendo sempre il fascino della profondità, non sono più così certa di escludere con decisione l’audace connubio terra-aria delle cime più spinte.
Ho sempre temuto la rarefazione, facendomi appunto rassicurare dalla densità, sebbene ambigua, dell’acqua.
Ma ora sono terribilmente attratta dalla montagna.
La montagna è un luogo ostile. La base è dura, fredda, inamovibile se non a nostro danno, cristallina.
L’aria è delicata, sacra, sottile. Custode di infiniti silenzi, catalizzatrice e rivelatrice dei nostri contenuti.
Fatica, coraggio, determinazione, sfida. E un premio invisibile, e preziosissimo.
La visione di se stessi senza filtri e senza inganni.
La superficie dura non permette cedimenti di forma, né possibili occultamenti.
In montagna ti vedi tutta.
In montagna sei costretta a respirare davvero.
I mostri si stanano, il pulviscolo interiore si brucia, il freddo fotografa quel che è.
La montagna è un insegnamento.

A febbraio farò un corso base di alpinismo.
Non vedo l’ora.

Agni

Possiedimi, scindi, rifondi e trasforma.
Polverizza le sovrastrutture, brucia gli spettri.
Conducimi all’Origine.

Direi che sono prossima al rituale più importante degli ultimi 20 anni.

Il Serbatoio

Perché io lo so che c’è e che posso accedervi.
Il punto è: come?
Dov’è il canale? Dov’è la porta, la botola, il passaggio segreto?
Qual’é il sentiero che non vedo, tra i foltissimi ed intricati pensieri?

Forse, la porta non è da spingere con forza, ma da tirare, delicatamente.
Aprire – non so come – e lasciare entrare.

La fede…

… sposta le montagne.
Grazie mamma!

Birthday

DSCN2176

§§§

Non sprecarlo.

Viverlo fino in fondo.
Onorarlo.
Dignificarlo.
Riempirlo e superarlo.
Questo il mio proposito
per questo mio nuovo anno.

§§§

Tenaglie

“Tenaglie” le chiama il russo Natalinsky. O almeno, quando ero piccola mi ha insegnato a chiamarle così.
Il resto del mondo le chiama “forbicine”. E non mi fanno per niente paura.
Ho cercato sul web il nome della specie di tale insettino e ne ho scoperto delle belle.

Prima di tutto come si chiama: Forficula auricularia. Notevole.
E poi: “Frequenta anche gli ambienti antropizzati e può rinvenirsi frequentemente anche all’interno delle abitazioni in campagna.”
Non solo: si rinviene molto frequentemente all’interno dell’abitazione del Gatto Interiore – che la campagna se la sogna se non ha voglia di percorrere almeno 30 chilometri – per via della legna. Il Gatto possiede e utilizza una stufa a legna e ne gode parecchio. Cosa ci posso fare se i pezzi di rovere occultano tenaglie clandestine?
Ancora: “La femmina produce circa 50 uova che nasconde in autunno in un nido sotto terra (nei miei vasi, evidentemente), quando entra in uno stato di letargo.”
Ma quandomai? A giudicare dal viavai di tenaglie sulla terrazza direi che tali animaletti si sentono ancora in una specie di agosto interiore. Altro che letargo.
Ed infine: “I maschi hanno due peni indipendenti e perfettamente funzionali“.

Buonanotte.

Caro amico

Mi ero preparata. Non subito, non prima. Ma poco dopo l’inizio della tua offensiva.
In realtà non è proprio un’offensiva, lo so.
Tu fai ciò che è nella tua natura. Quello che sai fare meglio.
L’unica cosa che sai e puoi fare.
Tu destabilizzi, maturi gli eventi, dai il colpo di timone,
fai esplodere tensioni giunte al culmine.
Tu infrangi, spazzi via, apri, scomponi, ribalti.
Tu modernizzi, rinfreschi, cambi, offri – anzi, imponi – l’alternativa.
Perché l’alternativa c’è sempre.
Tu sei l’improvviso, il clamore, il fulmine, l’inevitabile scelta.
Io tutte queste cose le comprendo e le cavalco al mio meglio.
Ma sei un osso duro,
o Urano.

Ho male alle ginocchia

Del resto, ho una certa età.

Voyeurs

Per ventiquattr’ore circa, potete leggermi l’anima.

Pluto inside

Oggi il sole entra nello Scorpione.
Una palla di fuoco nelle umide ed oscure cantine.
Vi sembra poco?
Ora si che si ragiona.