Conflittuale lucido seducente Aprile

I fiori rosa di certi alberi.
La Bellezza incombe, poi dilaga lentamente.
Presto esploderà.
Aspetto il rigoglioso verde che ti strappa un sorriso.

E in questi tempi, comunque vadano le cose
senti il sangue correre di più,
Senti il sangue correre meglio, il corpo respirare,
la mente acquietarsi, il pensiero alleggerirsi.

Potrò sbocciare già ora?

Passi avanti per tornare indietro

Tutte le parole che non ho detto
tutti gli abbracci che non ho dato
tutto quello che non ho osato.
Era tutto leggero, nel mondo delle legittime possibilità.
Ora è pietra che mi zavorra
E’ polvere che mi spegne
Ora è quella cosa vacua, cupa e terrificante
chiamata Tempo Perso.
Il perdono che non mi concedo è la mia vera sofferenza.

Ho un’ottima opportunità per allenare
volontà, disciplina e fermezza.
Facendo cose per me difficili:
togliere il cibo, razionare l’acqua
dimezzare il tempo, restringere lo spazio.
Coltivare il vuoto,
dilatarlo con il silenzio.
Ingrandire cenni di assenza
in un perverso gioco di falsa libertà.
Mica per strategia. (Strategia per cosa?
Per conquistare un alieno?)
Giusto per riprendermi uno scampolo di dignità.
E riportare le cose al giusto livello.

Avrei preferito farlo alla mia maniera:
con coerenza, chiarezza e sincerità.
Con la voce, con le mani, con lo sguardo terso.
Ma se ci piacciono questi modi di superficie
facciamo pure finta di niente.
Intanto imparo qualcosa.
Far del teatro può avere il suo perché.

UltraDetox

Per quanto mi riguarda, la cosa finisce qui.
Ora.
Aspetto di percepire la leggerezza tipica
di una cosa tossica che se ne va.
Anche se ci vorrà del tempo.

Nessuna spiegazione, poichè non se ne possiede il merito.

Allo specchio

Quando è buona, è molto buona.
Quando è cattiva, è orrenda.

Estetica dell’osso

Non vorrei essere fraintesa.
(Scrivo questa frase per l’ennesima volta, mi accorgo.
Ma quante paure ho?).
La definizione che mi sale spontanea al descrivere la mia vita di ora,
è qualcosa che nell’immaginario collettivo appare assai poco piacevole, ma tant’è.
Non siamo tutti uguali.

Mi sento come un osso rosicchiato minuziosamente.
Mi sento scarna ed essenziale.
Ma la straordinarietà di questo mio sentire è che l’osso in questione
è un proprio un bell’osso, quasi più bello di quando era rimpolpato.
Evidentemente, la polpa di prima non era un granché.
Sono tonica, quasi dura, ma elastica.
Sono strausata ma non mi sento stanca.
Comincio a capire ora cosa significa mettersi in gioco ad alta percentuale.
Prima andavo a 3 (cilindri).
Vivevo al 35%. Poco più che il doveroso, a questa età.
Lo si sa da secoli che, relativamente parlando, non c’è tempo.
Ora sono molto più viva.
Anche se il prezzo è altino.

Non oso pensare all’opportunità di essere e vivere al 100%.
Ma mi fido! Per l’amor di Dio, mi fido!!
Insomma, ti prego, tra un salto e l’altro, un attimo di pausa please.

Postilla: aiutati che il ciel ti aiuta. Che gli altri…

E’ temporanea

… questa mia assenza.
Impegnative vicissitudini familiari.
Tutte le energie del Gatto sono volte
alla gestione delle Origini.
Il destino non fa sconti
e qui le forze ci vogliono proprio tutte.

E’ ora.

Ci ho pensato tanto. Tanto tantissimo.
Non è che io non voglia più scrivere o, peggio, che io non abbia più nulla da dire, da celebrare, da lamentare, da domare…
E’ che mi sembra di scrivere sempre le stesse cose.
Ho paura di annoiare.
Ho paura di deludere.
Ho paura di aver paura di non so cosa.

Perciò ringrazio tutti quelli che mi hanno seguita fino a ora
e chiudo il blog.

(selezionare con il mouse la riga appena sotto, please)
PESCE D’APRILE!!! Col kaiser che smetto!!!!!
POVERI ILLUSI!!!!!! Ha Ha! Ma cosa credete???

Time

Che se poi me la dessero anche,
la giornata di cinquantasei ore,
forse non la vorrei nemmeno.

Il primo sole

Il primo caldo
che arriva fino al cuore.
La luce forte
che finalmente mi denuda.
Un sorriso pigro
per non perdere nemmeno un attimo
di questa immobilità intensa
di questa lentissima imprescindibile fioritura.

Presto!

chiamate padre Amorth.