Onde grandi e piccole si propagano da e verso il centro.
Mille colori ed inedite forme nascono e muoiono continuamente in un buio sensibile e profondo.
Gli organi e le cellule vibrano sincronizzando forza e funzione con l’armonia del momento e per alcuni sacri attimi, come isole nel tempo, la mente, assoggettata da un fascino inevitabile, si confonde e tace.
La Musica mi salverà.
Categoria: immagini
I colori della Vita
Nero. Come la terra, l’oscurità, la morte, il disfacimento, il freddo.
Rosso. Come il sangue, l’emozione, la nascita, l’amore, la ferita, il calore.
Bianco. Come il seme, le ossa, la luce, la rinascita, la sintesi di tutto ciò che esiste.
Abbondo dei primi due. Aspiro al terzo.
Al modo di San Sebastiano
Ho domande infilate ovunque.
Come frecce, come piccoli coltelli.
Una frenesia carnale ai confini con un tenue e sordo dolore.
Un fastidio disseminato, sostenibile ma molesto.
Vado a dormire con tutte le mie freccette.
Buonanotte gatti.
Formichine di rovere
I sensi
Un bicchiere di vino rosso
o lo sguardo disteso su una bella vallata.
Gli occhi immersi in un bel cielo.
O negli occhi di qualcuno.
Una carezza al gatto.
Una buona musica.
L’ipnotico e morbido ticchettio della pioggia.
Il calore del sole sulla pelle.
Il profumo di un fiore, di un albero gravido di mele mature.
L’odore della pelle o di un buon cibo.
I sensi del Corpo sono la strada per lo Spirito.
Sono viva. Questo è già molto.
Davanti al mare
L’onda del mare è ritmica, inesorabile nella sua eterna ciclicità.
Mi ipnotizza, mi disorienta ed infine mi riflette.
E’ il respiro di questa consapevolezza che cresce.
E mi incanto, scivolando in un’inerzia paralizzante all’interno della quale una specie di caos aumenta.
E in un angolo di questo implacabile disordine mi trovo io.
Io che smanio per trovare e poi afferrare appigli che possano salvarmi da qualcosa che mi lambisce e che tenta di inglobarmi.
Un qualcosa che non riesco ancora a definire e che percepisco come più grande e più forte di me.
Il mio Divenire.
Il flusso portante da riconoscere, e poi da accettare e un giorno poter consapevolmente scegliere.
Le aperture di Aprile
Wiki dice, tra le altre cose, che Aprile “secondo alcune interpretazioni deriva dal greco Aphros, che è il nome greco della dea Afrodite, a cui era dedicato il mese di aprile. Secondo altre teorie, il nome deriva dal latino aperire (aprire) per indicare il mese in cui si “schiudono” piante e fiori.”
In ogni caso, ho ragione io: ci troviamo di fronte al mese amoroso per eccellenza.
Per lo meno, per molti anni è stato così per me. Non so perché quindi da qualche anno a questa parte non è successo più niente. Va bé.
Un’altra caratteristica di questo mese, relativamente alla storia personale, è la facilità in cui mi trova preda di influenze stagionali (invernali, però..) e di raffreddori micidiali.
Razionalmente parlando è una faccenda piuttosto ovvia: l’organismo è impegnato nell’adattamento al cambio di stagione e non ha molto tempo per occuparsi di controllare bene i varchi. I soldati sono tutti dentro a fare ristrutturazione e le sentinelle scarseggiano.
A questo punto – lo sapete già – tignosa come sono, sono pronta a disquisire il risvolto psicologico (se non psicopatico) dell’intera dinamica primaverile.
In sintesi c’è un’Apertura generale. In concerto con Madre Natura, ovviamente.
L’Apertura fa entrare e provoca un Cambiamento di Stato (i miei rarissimi fidanzamenti e gli altrettanti rari incipit di intrallazzi vari).
Il Cambiamento, in generale agognato dalla sottoscritta come un bicchiere d’acqua in mezzo al deserto, allo stesso tempo mi terrorizza, rompe le file, mi disorienta rendendomi particolarmente vulnerabile.
A tutto ciò io rispondo con una bella ritirata sottocoperta, letteralmente.
E invece di far entrare Javier Bardem, apro la porta al virus.
Una furbizia unica, non c’è che dire….
Resurrezioni
Stamattina ho ricordato un sogno (miracolo).
Non sono stata abbastanza furba da segnarmelo subito perché ero in coma perciò ora, come al solito, non ricordo nulla.
Il mattino, si sa, per me è una specie di tragedia.
Ho dimenticato tutto tranne un’immagine molto vivida che se chiudo gli occhi vedo bene ancora adesso..
Ho sognato di vedere me stessa, molto da vicino, mentre toglievo una specie di pellicola incolore e opaca dal mio volto.
Avete presente quelle maschere cosmetiche che induriscono e formano una pellicola da togliere poi come una guaina? Solo che nel sogno, nonostante la consistenza e le caratteristiche, per me era proprio pelle.
Sotto questo strato che andavo a togliere, piano piano, la pelle era bella, perfetta, di un bel colore.
Direi che sognare di cambiare pelle due giorni prima di Pasqua è un evento interiore che, quantomeno, mi allinea al punto giusto del divenire ciclico della natura.
Insomma, Buona Pasqua..
La lezione del Monte
La salita. E, dopo il culmine, la discesa.
Entrambe faticose, entrambe bellissime.
Esistono reciprocamente, l’una indispensabile all’altra.
Come la notte ed il suo giorno.
Come la contrazione e la successiva espansione.
La salita e la discesa insieme fanno il monte.
Il senso della vita si evince dalla inevitabile duplicità delle cose.
Gatto ossessionato dal freddo
“FREDDO RECORD: -47° – E c’è il nuovo record italiano del freddo, con i 47 gradi sotto lo zero registrati in Trentino il 18 dicembre. E in particolare a Busa di Manna, fra le Pale di San Martino, nel Primiero, il luogo tradizionalmente più freddo della penisola. Si tratta di una depressione tra le rocce, a 2.550 m di quota, che già lo scorso anno aveva segnato un primato: 43,8 gradi sotto lo zero. Stavolta il record è arrivato alle 5.15, ma il giorno precedente l’ambiente non era molto più caldo: il termometro aveva segnato -45° e nelle notti appena trascorse segnava -37°.”
