Micini 2

Ma cosa sono tutti questi baffi? Baffa! Sei una baffa! BAFFA! BAFFA! Si! Sei una baffa!

Sei morbida come la luna piena

Ma che belle unghiette!Te le mordo tutte queste unghiette… Eh? Te le mordo? Te le mordo queste unghiette?

Di chi sono sti zampini?
Sono di Micini!

Non commento nemmeno.

Specchio delle mie brame #2

Cercando di seguire ed utilizzare in ogni momento ed in ogni contesto gli insegnamenti della Quarta Via, mi capita ultimamente di applicare
s p o n t a n e a m e n t e certi princìpi di base che prima mi apparivano come faccende difficilissime se non delle vere e proprie assurdità.
Questo è un bene: a furia di martellare qualche solco è stato creato, una qualche piega l’ho presa insomma.

Il mondo è dentro di me.
E gli “altri” sono aspetti di me, proiettati nella materia sottoforma di amici, nemici, simpatizzanti, detrattori o semplici indifferenti.
Li ho guardati, come si guarda una cosa mai vista.
Ho riconosciuto realtà gradevoli e aspetti orribili.
Ho conosciuto la mia parte amorevole.
Ho conosciuto la mia parte intrigante.
Ho visto la generosità, ho visto l’invidia.
Ho tastato la prepotenza, l’inganno, la debolezza.
Ho accolto la sofferenza, la leggerezza, l’imbarazzo.
Ho rivisto la presunzione, l’insicurezza, la paura.
Ho percepito la passione, l’aridità, il calcolo e il dolore che porta a ferire.
Ho intravisto il sospetto, la sordida trama, la bontà e la buona fede.

Siamo in tanti qui dentro.
E quelli che temo di più, siamo quelli nascosti nell’Ombra.

Formichine di rovere

Adoro

La mia straordinaria capacità di rialzarmi.

Illuminazione

Questo blog è una lagna totale.

Bruciare ancora

Dicono che per crescere e cambiare ci voglia l’attrito.
Io sto facendo scintille in questo senso.
Spero vivamente serva a qualcosa.

E’ impensabile

Che io permetta a chicchessia di farmi sentire incerta, mancante, colpevole.
In una parola, sbagliata.
E’ impensabile che io sia ridotta ai minimi termini da un sistema.
Non so quanto ci metterò.
Ma ne uscirò.
Perché dipende TUTTO da me.

Micini

Io lo so che è una brava crista.
Quando ci siamo incontrate mi ha tenuto sulla clavicola mezz’ora, senza nemmeno chedersi se avevo le pulci o se stava rischiando una pisciata seduta stante per la (mia) paura o qualche altra non bene identificata emozione.
E’ stato un colpo di fulmine.

Però.
Arriva a casa e con una voce da deficiente si mette a urlare:
Miciniii miciniiiiiii cosa fai li?” (Dormivo e sei arrivata tu!)
Miciniiiiiiii” e mi prende in braccio. Che io non ne avrei sempre voglia.
Lei crede che io le vada incontro. A volte è vero. Sono sempre qui da sola a rompermi le balle quindi mi fa anche piacere incontrare una presenza (nel suo caso, spiritualmente parlando, sarebbe il caso di parlare di “assenza”, ma non voglio essere cattiva dai. In fondo le voglio molto bene). Ma a dire il vero mi avvicino alla porta perché al di là della porta c’è il Fuori… un paradiso di schifezze varie da curiosare.
Va bè.
E poi “Micini”…. Ma non siamo mica in duecento. Perché “Micini”?
Sarà la legge dello specchio. Proietta in me la sua finissima frammentazione.
Non saprei cos’altro pensare.
A parte che mi ha già cambiato nome perché quando ci siamo conosciute mi chiamavo Claudia. E lei ha deciso per Matilde. E va bene.
E “Mattiiii“, “Matiiiiii“. Ma ci sta.
Poi quando parla di me con la sua amica mi chiama “La Cate”. Così ho scoperto di chiamarmi Caterina di secondo nome. E passi anche questa. Io so il fatto mio e so bene chi sono.
Poi è arrivata la volta di “Baffi”.
Ha mica mai visto un gatto senza baffi? Cosa c’è da esaltarsi così perchè ho una folta manciata di baffi?
Adesso c’è questo “Micini”.
Che non sarebbe niente in confronto alle cose che mi dice:

Mi infila la faccia nella pancia e mi dice:
Miciniiii che buon odore di gatto che c’è qui
Guardate che è fuori.
Mi annusa sempre.
Però quando sbadiglio si allontana bruscamente e dice:
Madonna! cos’hai mangiato? Un salamino di dinosauro?

No! Scendi di lì, che è il posto più sbagliato dell’universo!”.

Ma quanto sei bella da uno a dieci?
Mille? Centomila? Milleduecentomila?

Milleduecentomila?

Cos’è questo muso?
Un muso, l’hai detto. Cosa vuoi dire? Sfogati con me gigantessa smarrita.

Cosa sono queste zampe?” mentre mi bacia i polpastrelli. Che igienicamente non è che sia un granché, diciamocelo.
Cosa vuoi che siano queste zampe?, o Essere Diversamente Umano?..

Oppure mentre dormicchio sulla sedia, mi prende il muso e mi sussurra sul naso “ciao Micini vado ad asciugarmi i capelli”.
Lo volevo proprio sapere.

E’ lei che ha adottato me o le cose stanno diversamente?

Riflessione

Quando comincio a lavorare su qualcosa, su qualche problematica, l’oggetto della mia attenzione si scatena: il problema aumenta o ha picchi di intensità di notevole rilievo.
Ma perché?
Io lo interpreto come un buon segno. Il segno dell’efficacia della mia azione,
la precisa direzione del mio agire, il “toccare il punto”.
Però che due palle, ragazzi.

Farcela

Perché quando accade, penetro nella realtà come un coltello caldo nel burro.
E la modifico.
Perché quando accade sono tutta intera, avvolta all’albero maestro,
senza zone lasche.
Aderente al nucleo fino a fondermi.
Senza bolle, senza strappi, senza rarefazioni.

Come saperlo rifare, come?