Appena dopo il tramonto

Il pomeriggio d’autunno, che si contrae,
alle ore 17 e 500 metri di prato da attraversare.
La crescente oscurità divampa in un attimo,
precipita di colpo, generando la sera.
Quella strana luce di mezzo rivela il mondo interiore
e i miei pensieri, tangibili ora,
rasentano gli alberi e scivolano sull’erba,
tra i miei piedi e la mia sgomenta coscienza.

Novembre

Ne scriverei intere risme. Ne dipingerei interi muri.
Ma è nel non manifesto che si percepisce Novembre.
Adagiata finalmente nel mio centro, non posso scriverne
senza scrivere di me.

Come grandi ametiste, conglobate in una grigia roccia,
si brilla solo se ci si apre. Rompendo la struttura difensiva.
Specialisti della morte apparente, trasformisti silenziosi,
abissi fecondissimi di infinti piccoli semi. Siamo noi.
Novembre ed io.

Vorrei affrancarmi un poco da questa globale, storica, congenita latenza.
Qualche seme in meno, molti fiori in più. E succosi, solidi, rossi frutti.

Il Ragno

impacchetta bene la preda.
E poi la lascia un pò lì.

A partire da chi?

“Voi vi state prefiggendo di vivere la realtà più soddisfacente possibile.
A tal fine si presume che abbiato cominciato ad esaminare le vostre convinzioni.
Magari il vostro desiderio è che gli altri cambino.
Se avete questo obiettivo, iniziate da voi stessi.”

(Jane Roberts – La vostra realtà quotidiana)

Citazioni di Nata #2


Assioma del Riccio Sfortunato.
Le berte vanno a beccare i risporchini.

Citazioni di Nata #1


Aforisma delle Strette.
Gli svizzeri non hanno paura dei fantasmi.

La Nebbia

La sospensione che non precipita.
La madida ostilità che spinge all’interno.

Il guardiano del sole d’inverno, freddo e umido, mi guida su tracce altrimenti inavvertibili.
Di intimi percorsi. Inaspettatamente, di intenso calore.
Un inedito pensiero, un dubbio, un fuoco, un’idea.
Il sogno si espande nel bianco, senza più incontrare confini.

Siamo un’altra volta arrivati in una fase
in cui nuovamente, mi partorisco da me.

Perfide modalità

Un trama lenta, delicata e setosa
Inganna la percezione di spazio, tempo e contenuti.
Un’unica improvvisa tagliente asperità
Rende la delicata preda istantaneamente consapevole.

Pinelle

E quando arriva questo due (di cuori)?

La pozione del giovedì notte

Il segreto dei segreti: l’immaginazione.
Ne ho a pacchi. Sono un’iperdotata di fantasticaggine.
Mi è stato insegnato il modo giusto.
Ma mi distraggo e lo perdo di vista.

Il ciclo creativo è immaginazione, consapevolezza, volontà.
Vivere l’evento nella propria mente non basta, anche se è il primo passo fondamentale.
Cosa manca al sognatore per far precipitare nella realtà il suo agognato piano?
La consapevolezza della tensione che intercorre tra il punto di partenza – desiderio e l’obbiettivo finale – l’incarnarsi dell’intento, il suo divenire tangibilmente reale.

Per la mente non c’è differenza tra il reale e l’immaginato.
La realtà agita nella mente e quella agita nella materia equivalgono e vengono entrambe considerate “vissuto”. Senza un’adeguata azione intenzionale consapevole, la fantasticheria si sviluppa e risolve sul piano mentale restando un film fatto e finito poiché le minuziose suggestioni immaginate ingannano la psiche e la portano a non ritenere necessario l’accrescimento delle abilità sostanziali e degli impulsi volitivi per agire nella materia.

L’essere, il fare, l’avere.
L’essere senza il fare, non produrrà mai l’avere.

Da tempo, è questo in cui manco.
Rendermi conto di un notevole margine di rischio mi conferma il succulento valore intrinseco dell’esperienza desiderata.
Aspettare ancora è da idioti.