Non pensavo che la scelta di dedicarmi ad un hobby – chiamiamolo così – in modo un pò più deciso del solito fosse l’inizio di una traversata terrificante. La traversata di un oceano di cui io, povera giocherellona convinta, sono solo la superficie increspata.
E che ne sapevo io, che sotto c’era altro?
E che ne sapevo io, che le onde si formano a causa di correnti abissali e non per occasionali raffiche di estranei venti?
Per saperlo, lo sapevo. Non esiste alcuna teoria che mi sfugga.
Ma sulla barchetta, di fatto, non c’ero mai stata così a lungo.
Ma è possibile che ogni cosa entri dentro di me come la vanga entra nell’orto?
Autore: gattointeriore
Il mattino
Il Gatto si alza a fatica come sempre. Si lancia in bagno.
Avrei voluto scrivere, per una faccenda di stile, che si trascina in bagno.
Ma il trascinarsi, che evoca attrito, movimento frammentato e, soprattutto, una certa lentezza non è una descrizione veritiera: il gatto si teletrasporta fulmineamente in tempo zero poiché l’ora giusta è già un remoto ricordo.
Rumori d’acqua, di cassetti che scorrono, di tappi che cadono.
Rumori di jeans che risalgono, di anelli che tintinnano, di cassetti che si chiudono.
Rumori sordi di spalle contro porte o di piedi contro lavatrici.
Cupi mutismi nell’ultimo sguardo allo specchio e tappetini che si arricciano sotto la spasmodica dinamica di una pendolare in eterno ritardo.
Entro poche decine di minuti, questa frenesia fulminea e compulsiva lascia il posto ad uno stato catatonico che si protrae indefesso fino alla deglutizione del primo boccone di brioche.
A volte, nonostante il soddisfacimento del primario bisogno, l’abbiocco si radica in profondità e si protrae fino a tarda mattinata. Mi sposto nello spazio con lentezza, mi sento ripiena di ovatta e lo stupore che disegna i miei tratti è segnale inequivocabile di totale inaccessibilità agli sparuti files della mia mente.
Il buongiorno si vede dal mattino.
Il baratto del Gatto
Una reflex tecnologica zeppa di automatismi per una reflex totalmente manuale.
Perché i momenti magici mai si accordano con la batteria.
E’ la poesia è poesia. Anche se inavvertitamente sovraesposta.
Le nuove impostazioni
..potrebbero essere queste.
(Dico “potrebbero” perchè ho un livello di certezze esistenziali tale che domani magari mi metto una parrucca ed entro in ufficio vestita da Maria Antonietta, urlando “ce n’è di brioches??”).
La foto inserita nella testata del blog potrebbe cambiare spesso. Anzi, direi che potrebbe tranquillamente fare le veci di quel riquadro che nel vecchio blog indicava l’aggiornamento quotidiano. Ma non so.
Questa che c’è ora comunque è la strada che porta al mio amatissimo paese.
Naturalmente non la cambierò tutti i giorni.
O si? Magari si.
Avrei voluto il colore dei titoli e dei link diverso: un rosso anzichè questo verdino. Ma a quanto pare devo farmi andare bene quel che c’è.
Considerato che ho fatto il trasloco del blog e alcune modifiche indispensabili nel giro di mezz’ora direi che i casi sono due:
o sono un genio, o la tecnologia è diventata talmente abbordabile ed intelleggibile per chiunque che un blog lo sa fare anche un gatto. (non a caso).
A presto Gattoni,
Intolleranze
Il Gatto cambia vestito perché tutto le va stretto.
Pensierini della buonanotte
E’ ufficiale: ho i polpacci.
Intoppi digitali
La tecnologia in questi giorni mi è ostile.
Casa dolce casa
Tempo fa, in un sms in cui giustificavo la mia scarsa disponibilità a causa dei troppi sospesi casalinghi, ho paragonato casa mia all’istantanea dell’universo appena dopo il Big Bang.
Fobie 3 – Ho ragione!
Ricerca della Carnegie Mellon University of Pittsburgh
Wireless Cat
In un periodo terrificante come questo, anche il bianco candore e la geniale prestazione di un piccolo aggeggio che mi permette di scrivere dalla terrazza sono un qualcosa di divino, un lampo nel buio, una bolla di gioia, una soffusa soddisfazione.