Golfing Cat from Morocco

Non posso dimenticare il fragore sommesso ma profondo dell’oceano.
Un mare irritato ma trattenuto. Un ossessivo rimescolio, una forza palesata ma tenuta al minimo. Un costante debole boato che risuonava con i visceri più profondi.
Il ruggito di un animale immenso. Il cenno di una potenza enorme.
Mi è sembrata la colonna sonora ideale di questo mio continuo rimescolio di fondo.
Interessante l’aspetto fenomenico esteriore: costruzioni polverizzate in un attimo, maturazioni precipitose, schemi prima rigidissimi ora frantumati minuziosamente da questa sotterranea greve vibrazione che pare arrivare dal centro della terra.
Io in totale risonanza con quella grande massa d’acqua grigia, torbida ed inquieta.
Io rasa al suolo con forza, senza la minima traccia di angoscia.
Non temo la distruzione che precede la trasformazione.
E’ la stagnazione, che mi fa paura; l’assenza di movimento, l’uniformità a tutti i costi, il non agito, la quadratura di un cerchio che vuol restare tondo e fluido.
Ho raggiunto velocità stratosferiche nel processo di adattamento, facendo saltare sulle mani tutte le mie identità, con la padronanza e l’abilità di un vecchio giocoliere.
Ho concepito nuovi progetti, ho partorito nuove forme e ho fatto anche qualche funerale.
Ho fatto tutto questo, senza averlo minimamente progettato, dietro le quinte di una vacanza mondana, nella piena invisibilità, totalmente indisturbata.

Esperienza audace, difficoltosa in qualche tratto, che ha conferito una quantità imprevista di frutti.
Sono una donna ricca.
Il Gatto con l’Oceano Interiore

La stregheria del giorno

Urano opposto a Saturno. Ed è già un bel quadretto.
Metti che la linea infuocata attraversi il mio asse IV/X.
Si, sempre lì, come dissi tempo fa.
Metti che la linea vada a sbattermi precisa su Plutone.
Cosa volete ancora? Che abbia le idee chiare, forse?
Ecco il perché delle cose.
In effetti, per non cadere in autosuggestione
mi documento sempre dopo.

Questo non è trucco.
Questa è metamorfosi profonda dei tessuti.
Questo non è un lifting.
Questo è un riposizionamento delle ossa.

Bello esserne spettatori.
Anche se la paura fa novanta.
(La mia anche centoottanta.)

Pornogatto

Il titolo è eccessivo. Giusto per fare due versi.
Ma se veramente scrivessi quello che ho voglia di scrivere
dovrei inaugurare una nuova categoria: Eros del Gatto.
Perchè visioni ondeggiano translucenti davanti a me
come il tremolio di un miraggio
come il calore sull’asfalto di un pomeriggio estivo.
Perchè un calore, in effetti, mi serpeggia all’interno
mi attraversa la mente
accelera i miei battiti.
Perchè vi sorrido, ma non vi ascolto.
E se vi ascolto, non trattengo una sillaba.
Io sogno, immagino e realizzo,
in quel Mondo Anteriore dal quale si procede,
uno strato sottile ed insolito
di questo mio ricco destino.

(La categoria la inserisco, ma senza mezzi termini).

Grandi Verità

Fonte: un collega di cui non ricordo il nome.
Testo: “NON PROVARCI E’ UN “NO” CERTO.”

Sette giorni di silenzio

Il Gatto è sparito?
Ha smesso di fantasticare?
Si è divelto dalla trama del pensiero ritorto su se stesso?
Macchè. Mi ero imposta da anni un generico ma rivoluzionario
(per me) progetto : “Fare! Non pensare!”.
E pare che l’Assoluto (l’Universo, Dio, il Gatto Supremo, fate voi, tanto ho perso la fede da un pezzo) abbia obbedito immantinente.

Sono giorni in cui non mi fermo un attimo.
Impegni, quisquilie e scadenze si accavallano senza posa.
Ed io trovo gradevole, se non addirittura intrigante, correre
da una parte all’altra, spuntando finalmente le varie voci
di un elenco di cose da fare che mi attanaglia le caviglie da tempo.

Che abbia tradito la mia proverbiale e pigra procrastinazione?
Che sia impazzita?
Che abbia colto, infine, una quieta saggezza?
Che sia INVECCHIATA?
(Come si scrive un urlo?)

Il tempo passa, certo. Ed io cosa faccio?
Invece di occultarne i segni mi metto nientemeno che le mollettine
in testa, in modo da avere bene bene la fronte (e tutto il resto) totalmente scoperto.
Farlo a vent’anni no, eh?

Buonanotte blog.
Preparo il kit della piccola pendolare e riprendo la mia appassionante relazione con quel tipo intrigante di nome Morfeo.

Il Punto di Luce

In questo periodo, sommersa da una miriade di contrattempi,
di spiacevoli imprevisti, costretta in uno schema limitante
e costrittivo per contesti in cui ho veramente una responsabilità minima, faccio un po’ fatica a sostenere con convinzione il mio solito ottimismo.
Sono pervasa da una enorme bolla all’aria calamitosa, fitta di schegge ostili e di un freddo che mi arriva fino nelle ossa.
Tutto questo per non utilizzare la parola “sfiga” che rinnego immediatamente non appena la digito su questa complice e paziente tastiera. Cioè ora. Vade retro.
Per la solita solfa delle lezioni da imparare, mi chiedo qual è l’insegnamento occulto di una quotidianità così ostica e difficile.

Oggi aspettavo il treno, raccolta in una compostezza obbligata ed immobile a causa del freddo intenso, seduta su una grigia ed anonima panchina di cemento.
Guardavo la gente, i treni, i binari, il grigio paesaggio ascoltando Somewhere in Between (K. Bush). Come in un sogno, come in un film muto dalla colonna sonora insolita.
Il paesaggio freddo ed un po’ triste e questa musica così.. amorevole direi, così armonica, leggera ed evocativa.
Mi piaceva. Era un bel momento.
Mi sono detta: la Vita e la Bellezza esistono comunque, in ogni dove, in qualunque condizione. Basta cambiare un suono, un punto di vista, un punto di partenza, forse.
Già. Ma abbiamo sempre la forza, il tempo ed il coraggio di esplorare la realtà così a fondo, così generosamente e con sufficiente apertura da percepire la luce laddove, alla prima occhiata, pare non ve ne sia traccia?
Dov’è il mio punto di luce adesso?
Io non sempre riesco a capire.

Cantonate

Il Lanternino ha colpito ancora.

Lo Specchio

La tua storia d’amore ti aiuta a espanderti.
Aumenta ciò che vedi “allo specchio”.
Ti rivela dalla testa ai piedi, tutti i tuoi angeli e i tuoi demoni.
Senza amore ci rimpiccioliamo.
Dissetati alla fonte dell’affetto, fino al momento in cui il tuo esser solo
diventerà il mezzo per espanderti.
Lascia che l’amore ti insegni come amare te stesso.

“La relazione è uno specchio e più puro è l’amore,
più “alto” è l’amore, e migliore sarà lo specchio.
Ma l’amore alto ti richiede di essere aperto.
L’amore alto ti richiede di essere vulnerabile.
Devi lasciare andare la tua armatura; questo è doloroso.
Non devi stare sempre in guardia.
Devi lasciare andare la mente calcolatrice.
Devi rischiare. Devi vivere pericolosamente.
L’altro può farti male;
questa è la paura nell’essere vulnerabili.
L’altro può rifiutarti;
questa è la paura nell’essere in amore.
Il riflesso di te stesso che troverai nell’altro
potrebbe essere brutto, questa è l’angoscia.
Eviti lo specchio.
Ma evitando lo specchio non diventerai bello.
Evitando la situazione non crescerai nemmeno.
La sfida va accettata”.

(Osho)

Gennaio

Dedico Gennaio al salvataggio di me stessa.

Aspettando l’impatto

Il blu è trasparente, invitante.
Da quassù, dall’altissimo trampolino
tremo di adrenalina, tremo di bellezza.
Sono nell’attimo appena prima.
Quell’attimo in cui tutto è ancora possibile.
Un tuffo nel vuoto così non l’ho mai fatto.
Ma ho deciso di vivere.

E comunque, anche volendo,
non posso più tornare indietro.
Anche se tenterò di restare immobile,
inesorabilmente cadrò
in quel maledetto blu.

(Ma se riemergo….)