Ho la stranissima e, soprattutto, inedita sensazione di essere arrivata ad una specie di punto di non ritorno.
Niente di drammatico. Qualcosa di molto simile ad un punto di svolta ad angolo acuto, molto deciso e determinante per le future direzioni..
E quante volte l’ho detto, mi direte voi (che nemmeno leggete perciò
figuriamoci se dite).
Ma le altre volte erano diverse: i cambiamenti sono sempre stati, come dire, subiti.
Arrivati dal cielo (o dall’inferno), trovati per strada, calati sulla testa come da una anomala cicogna.
Stavolta invece mi trovo in mezzo ad una specie di accerchiamento perpetrato da eventi e condizioni più o meno consapevoli, adocchiati da subito e nutriti da e con il tempo.
Eventi non sufficientemente potenti da sopraffarmi ma insidiosi e costanti nel loro procedere verso di me.
Soprattutto, sono tanti.
Le minime e folkloristiche conoscenze di fisica della sottoscritta, assunte empiricamente – non senza parecchie distorsioni interpretative – fanno pensare ad un’energia compressa in modo concentrico e centripeto che provocherà o un’esplosione per eccessiva condensazione della sottoscritta (più dura di così?) o un repentino innalzamento ad altro livello. Non necessariamente vantaggioso dal punto di vista evolutivo.
Sparata sulla luna come un razzo a strisce bianche e rosse.
Sto scrivendo cose importantissime ma noto in me e nel mio modo di usare le parole una certa ironia, quasi un compiaciuto divertimento.
Forse perché la vita scorre. Tant’è che pubblico in diretta senza nemmeno cambiare una parola.
Vorrei dire che sono quasi felice ma temo, nel farlo, di sembrare e sentirmi pazza.
E’ un periodo di vera merda, capite? Cosa c’è da essere felici?
Che sia questa la vita?

